Il futuro dei campionati dilettantistici entra ufficialmente in discussione. Dal palco di Bari, dove è stato presentato il Trofeo delle Regioni Puglia 2026, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete ha acceso i riflettori su una riforma che potrebbe ridisegnare l’assetto della Serie D.
Al centro della riflessione c’è la sostenibilità dell’intero sistema calcistico italiano, che, nonostante i tagli già effettuati negli ultimi anni, continua a detenere il primato europeo per numero di società professionistiche. Un dato che impone, secondo Abete, una revisione strutturale.
L’ipotesi attualmente allo studio prevede la riduzione dei gironi della Serie D: dagli attuali nove si potrebbe passare a otto, senza però penalizzare le ambizioni sportive dei club. «Stiamo valutando un percorso che consenta di garantire comunque una promozione certa attraverso i playoff», ha spiegato il numero uno della LND, sottolineando la volontà di mantenere equilibrio competitivo e meritocrazia.
Ogni decisione, tuttavia, sarà strettamente legata a ciò che accadrà nei livelli superiori del calcio nazionale. «Nel prossimo anno la situazione resterà sostanzialmente invariata – ha chiarito Abete – poi capiremo se e come intervenire anche sul ruolo della Serie C». Un passaggio chiave, considerando che la Serie D rappresenta oggi il quarto livello del calcio italiano, dopo la riorganizzazione che ha portato alla scomparsa di C1 e C2. Il percorso di riforma proseguirà con una nuova riunione federale fissata per il 19 febbraio, data in cui verranno definiti i prossimi passaggi di un processo che punta a rendere più solido e sostenibile l’intero movimento calcistico nazionale.
