Da anni “partner” di MaBasta, il “Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti” co-fondato da Mirko Cazzato, un giovane impegnato sul fronte della lotta “dal basso” ad ogni forma di bullismo e cyberbullismo nelle scuole, l’ l.C. “Falcone Borsellino” si tinge di rosso per gridare il proprio “No” al pericoloso fenomeno sociale.
Questa mattina, nella palestra “Antonietta Morreale”, le classi di scuola secondaria di primo grado, le classi quarte e quinte di primaria ed i bambini di 4 e 5 anni, accompagnati dai propri docenti e dalla Dirigente Scolastica Maria Vella si sono dati appuntamento per un flash mob, colorando di “rosso” la scuola. Tanti i cartelloni, gli striscioni, gli slogan lanciati per dire “Basta” ad ogni forma di prevaricazione, sia in persona che in rete.

“Il bullismo e il cyberbullismo sono fenomeni diffusi nelle scuole italiane e coinvolgono -ha detto la Dirigente Scolastica Maria Vella- bambini e ragazzi già dalla scuola primaria.
Si manifestano attraverso insulti, prese in giro ripetute, esclusione dal gruppo e, in alcuni casi, aggressioni verbali o fisiche”. In Italia le statistiche ci raccontano numeri allarmanti. Con la diffusione di smartphone e social network è aumentato anche il cyberbullismo, che avviene online tramite messaggi, chat e social.

“Questa forma è particolarmente dannosa -ci dice Monica Costanza- docente referente – perché può verificarsi in qualsiasi momento e raggiungere molte persone. Le vittime possono sviluppare disagio emotivo, calo dell’autostima, difficoltà relazionali e problemi scolastici”.
La scuola, pertanto, ha un ruolo fondamentale nella prevenzione, promuovendo il rispetto, l’empatia e l’uso consapevole delle tecnologie.
Intervenire precocemente aiuta a creare ambienti scolastici più sicuri e inclusivi per tutti gli studenti.

Ed è per questo che l’I.C. “Falcone Borsellino” continua il suo impegno, non solo con il flash mob odierno, ma con azioni quotidiane. Da anni nell’ atrio della scuola è collocata una “bull-box”, una sorta di cassetta postale che serve per “raccogliere” segnalazioni anche anonime da parte di alunni. Nell’ istituto opera anche una equipe di docenti che monitorano il fenomeno tra le aule e nelle dinamiche tra alunni.
