HomeAltre notizie"Furbetti del cartellino": il Comune di Favara si costituisce parte civile

“Furbetti del cartellino”: il Comune di Favara si costituisce parte civile

La Giunta comunale di Favara, del sindaco Antonio Palumbo, ha deliberato la costituzione in giudizio come parte civile del Comune di Favara nel processo a carico di 31 dipendenti comunali coinvolti nell’inchiesta sui “furbetti del cartellino”, per i quali la procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio.

La prima udienza preliminare si celebrerà il prossimo 2 marzo davanti il giudice Alberto Lippini. “Si tratta di un atto dovuto, ma che come Amministrazione non possiamo che rivendicare – scrive Antonio Palumbo – Come avrete visto in questi mesi, dalla diffusione della notizia degli esiti dell’indagine svolta dalle forze dell’ordine, non abbiamo alimentato il circo mediatico che vuole ogni indagato come colpevole. E sebbene io auspichi che ogni singolo dipendente possa provare dinnanzi alla legge la propria innocenza  – continua il sindaco – è necessario che chi ha sbagliato, provocando danni di immagine e disservizi al Comune, se ne assuma la responsabilità. Questo per rispetto verso i cittadini e i tanti dipendenti per bene che lavorano con orgoglio e dignità”.

I dipendenti comunali sono accusati di truffa aggravata e continuata. L’indagine fu portata avanti dai carabinieri della Tenenza di Favara che hanno predisposto intercettazioni e pedinamenti che avrebbero evidenziato e documentato diversi episodi di assenteismo riguardanti dei dipendenti comunali. L’inchiesta coordinata dalla Procura della repubblica di Agrigento, pm Gloria Andreoli, ha evidenziato che diversi impiegati avrebbero “badgiato” il cartellino a posto dei colleghi; altri che si assentavano dal lavoro per sbrigare cose personali, ma proprio per la timbratura del cartellino risultavano presenti.

I Carabinieri avrebbero documentato che i dipendenti, una volta aver “timbrato” ritornavano a casa, qualcuno andava al mercato o al cimitero; c’è anche chi è stato intercettato in chiesa ed anche in ospedale. L’inchiesta vede tra gli indagati: custodi, giardinieri, operatori amministrativi, assistenti, geometra e anche un ispettore della Polizia Municipale.

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