Il tecnico della CastrumFavara ha raggiunto questa importante quota tra Serie D e Lega Pro: un numero che racconta molto più di una semplice statistica.

Cinquecento volte in panchina. Cinquecento volte a vivere il calcio con la stessa passione del primo giorno.
Pietro Infantino, attuale tecnico della CastrumFavara, entra di diritto nella storia del calcio italiano delle categorie nazionali, tagliando il prestigioso traguardo delle 500 panchine tra Serie D e Lega Pro. Un numero che pesa, che racconta una carriera costruita sul campo, lontano dalle scorciatoie e ricca di contenuti umani e tecnici. Cinquecento partite vissute con intensità, preparazione maniacale e una dedizione totale al lavoro quotidiano. Un percorso che pochi possono vantare e che certifica Infantino come uno degli allenatori più longevi e affidabili del panorama calcistico nazionale.
Nel corso degli anni, il tecnico di Cammarata, 60 anni, ha guidato piazze importanti e storiche, lasciando ovunque un’impronta riconoscibile. Cinquecento panchine precedute da una lunga e luminosa carriera da giocatore vestendo la maglia tra le altre di Acireale in C2 e C1, Atletico Catania in C1, Ragusa C2. Nella squadra iblea ha cominciato la carriera di allenatore: due anni (C2 e serie D), poi l’esperienza ad Andria (C2) e, in serie D, la guida tecnica di Latina, Rieti e Messina.

Nel 2010 è stato all’Acireale, nel 2012 a Licata, poi l’Arzachena e la Leonfortese. È da tutti riconosciuto come uno dei migliori tecnici siciliani del momento. Infantino da tempo ha conseguito a Coverciano il patentino di prima categoria, ovvero quello che permette di allenare formazioni di calcio dalla Lega Pro fino alla serie A. Queste cinquecento panchine li ha collezionate alla guida di Favara, Licata, Sancataldese, Mazara, Palmese, Rende e tante altre: squadre diverse per contesto e ambizioni, ma accomunate da un’identità precisa, fatta di organizzazione, spirito di sacrificio e forte senso di appartenenza. Con Infantino in panchina, le sue squadre hanno sempre saputo lottare, crescere e valorizzare uomini e talenti.

Allenatore di campo nel senso più autentico del termine, Infantino ha attraversato stagioni, riforme e generazioni di calciatori, rimanendo sempre fedele a un’idea di calcio concreta e riconoscibile. La sua è una carriera che parla di coerenza, competenza e rispetto, valori sempre più rari nel calcio moderno.
Alla guida della CastrumFavara, questo traguardo assume un significato ancora più speciale: le 500 panchine diventano simbolo di esperienza messa al servizio del presente e del futuro del club. Un patrimonio tecnico e umano che rappresenta un valore aggiunto per tutta la società gialloblù.
In un’epoca in cui tutto cambia rapidamente, Pietro Infantino dimostra che la vera forza sta nella continuità, nel rapporto allenatore – giocatori, nel lavoro silenzioso e nella passione che non conosce età. Cinquecento panchine dopo, la fame di calcio è la stessa. E il viaggio, ne siamo certi, è tutt’altro che finito. Prossimo obiettivo la salvezza con la CastrumFavara per cui 15 giorni fa è ritornato. “Il compito non è dei più facili. La classifica parla da sola, ma sono certo che – continua a dire il trainer cammaratese – con il duro lavoro, l’applicazione, la voglia di lottare di questi ragazzi, con l’aiuto di tutti e una società seria come la CastrumFavara dietro le spalle, potremo risalire la china e tornare a stare dove merita questo club e questa città che mi onoro di guidare”.
