di Stanislao Salvaggio
Il Macaone (Papilio machaon) e il Podalirio (Iphiclides podalirius), tra tutte le farfalle europee, sono sicuramente le specie più belle e più grandi. Sono così appariscenti da aver da sempre suscitato interesse e fascino tra quanti, anche i più distratti e superficiali, osservano la natura. Colori, forme e dimensioni rendono queste due specie molto attraenti e riconoscibili. Essendo però piuttosto simili tra loro, spesso vengono confuse o considerate della medesima specie. Come si può facilmente vedere dalle foto, però, a parte il colore giallo più chiaro nel Podalirio, è soprattutto il disegno delle ali, totalmente distinto, a costituire un discrimine molto efficace.
Il Macaone nello stadio di larva (il cosiddetto bruco) si nutre soprattutto di foglie di Finocchietto selvatico, Ferula, Carota selvatica e altre specie simili. La larva di Podalirio invece si alimenta su specie della famiglia botanica delle Rosacee (Prugnolo, Biancospino, Perastro ecc.). Come tutte le farfalle, gli adulti (la forma alata, per intenderci) di entrambe le specie si alimentano essenzialmente di nettare di vari fiori, contribuendo così alla loro impollinazione.
Il nome Macaone deriva probabilmente dal greco “máchomai (μάχομαι) ” che significa “combattere”. Gli adulti di questa specie, infatti, hanno un comportamento molto territoriale e difendono tenacemente, appunto combattendo, il proprio territorio sia dai consimili che da insetti di altre specie. Non è raro infatti vederli impegnati in impetuosi (nel loro piccolo) combattimenti in volo. Forse per questo Carl Nilsson Linnaaeus (più noto semplicemente come Linneo), padre della moderna classificazione e nomenclatura scientifica degli esseri viventi, gli attribuì la denominazione Papilio machaon, da cui Macaone.
Macaone è anche il nome di un personaggio mitologico, figlio di Asclepio (Esculapio per i latini) a sua volta figlio di Apollo e Dio della medicina. Anche il Macaone mitologico, come la farfalla, fu un combattente tant’è che, anche come pretendente di Elena, partecipò alla guerra di Troia e fu uno dei guerrieri rinchiusi all’interno del famoso cavallo. Della stessa spedizione fece parte anche uno dei suoi fratelli, Podalirio. Ecco allora perché Linneo attribuì all’altra farfalla molto simile al Macaone la denominazione di Iphiclides podalirius. Entrambi i fratelli, oltreché guerrieri, furono soprattutto dei valenti medici, grazie all’eredità del padre Asclepio e degli insegnamenti di Chirone, centauro saggio, colto ed esperto di medicina. Proprio per questo, considerate preziose le loro vite, non vennero mai impiegati in prima linea ma nelle retrovie ove correvano minori pericoli e potevano così dedicarsi alla cura dei feriti.
Secondo il mito, gli altri fratelli furono tutti legati alla salute, alla cura e al benessere: Igea, dea della salute e dell’igiene; Panacea, legata alla guarigione ottenuta per mezzo delle erbe; Iaso, protettrice della convalescenza; Acheso, dea della terapia medica; Egle, simbolo del benessere fisico; Telesforo, spirito della guarigione e della giovinezza. È appena il caso di ricordare che il mito del loro padre, Asclepio/Esculapio, si radicò profondamente nella cultura antica, influenzando l’arte medica e lasciando un’eredità duratura che ancora oggi si riflette nei simboli della medicina moderna come ad esempio il bastone sacro di Esculapio con il serpente avvolto intorno, rappresentazione universale del soccorso medico. La figura e il mito Asclepio sono anche associati alla costellazione di Ofiuco, rappresentata da un uomo che tiene tra le mani un serpente
D’ora in poi, vedendo qualcuna di queste due splendide creature potrebbe capitarci di pensare anche all’antica Grecia, alla guerra di Troia, ai poemi omerici e (perché no?) alla medicina e alle stelle.
