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Favara, AICA e l’acqua che non arriva: il 2025 termina come era iniziato: cittadini a secco con turni di oltre 10 giorni!

Da sempre la città di Favara (ma come lei anche tanti altri paesi della provincia) vive il dramma dell’emergenza idrica che, in più occasioni, supera ogni limite della decenza.

E non parliamo di acqua corrente, (è solo utopia il pensiero), ma dei turni che regolarmente superano dieci giorni di attesa, e quando finalmente il rubinetto si decide a sputare qualche goccia, ecco la beffa: appena poche ore di erogazione, che spesso non sufficienti a riempire la cisterna di accumulo. Interi quartieri rimangono senza acqua per oltre dieci giorni consecutivi, con turnazioni che vengono puntualmente rinviate, ridiscusse, rielaborate…sempre al rialzo. I cittadini si trovano a dover economizzare al massimo e acquistare acqua dalle autobotti (grazie di esserci). Se tutto questo avviene nel periodo natalizio, come sta accadendo adesso, un intero quartiere rimane senza acqua, ed è dramma. Turno erogato il 24 dicembre solo per due ore e con una potenza minima, con la scorta d’acqua che termina dopo due giorni, con l’aggravante che è sabato, ed i responsabili ai quali ti rivolgi per esporre il problema e chiedere aiuto, che per tutta risposta, per dirla in modo figurato  “ti allargano le braccia”. Sarebbe bello sapere, per esempio,  se anche a casa dei vertici di AICA o ATI,  l’acqua arriva ogni 10 giorni e più, come nelle case dei normali cittadini. Chissà!

Danila Nobile Presidente AICA

Presidente e CdA di AICA sapete di questa situazione? Vi hanno informato? Sapete  che a Favara in tutto l’anno 2025 ci sono stati circa 40 turni di distribuzione idrica, ed in molti casi solo per 4 ore a turno? Turni rinviati o annullati per: interruzione della fornitura; guasto nella condotta; poco afflusso al serbatoio “Cartesio”; ed altre simili giustificazioni. Badate bene, non sono supposizioni o teorie giornalistiche, o isteriche lamentele di cittadini, ma dati certi ed inconfutabili, che si possono visualizzare sul sito ufficiale di AICA.

Il dubbio ci viene in quanto mentre la popolazione fa i conti con la sete, AICA gestore del servizio idrico, sembra più concentrato su: i modernissimi contatori smart; i contenziosi con Sicilacque; i problemi di gestione; i debiti con il fornitore, che per fortuna la Regione pare abbia pagato; i dissalatori, contestati da tutti, che hanno vaporizzato centinaia di milioni di euro, senza migliorare di una sola goccia la sete d’acqua.

AICA Turni rinviati a Favara

E la politica? Ovvero il Governo regionale, gli Enti preposti ed i Sindaci, garanti dei cittadini e “datori di lavoro” di AICA che fanno? Troppo zitti, troppo distanti, troppo impegnati a distribuire rassicurazioni invece che soluzioni. Il supertecnico/burocrate ing. Cocina, per esempio, aveva tuonato, attaccato ed accusato tutti, i sindaci in particolare, di non sapere o volere fare niente. Cercate l’acqua, come se fossero rabdomanti, aprite pozzi, sistemate condotte.

Per Favara in particolare si era anche parlato di staccare la condotta del carcere “Petrusa”;  di ridurre la portata della zona industriale; attivare i pozzi di Piana Traversa. Avete visto qualcosa? O meglio avete avuto più acqua?

La verità è semplice, tanto semplice quanto ignorata: il primo dovere di chi gestisce l’acqua è garantire l’acqua. Ben vengano le tecnologie futuristiche; avanti con i piani industriali, se soddisfano anche i post autocelebrativi sui social. Ma su tutto l’acqua nelle case, con turni accettabili, perché è un diritto fondamentale. Ed è ora che qualcuno se ne ricordi.

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