La Villa Romana di Durrueli, sulla costa di Realmonte , continua a rivelarsi uno dei siti archeologici più sorprendenti della Sicilia.
Le recenti indagini hanno infatti messo in luce che la residenza affacciata sul mare — nota anche come Villa di Publio Annio — era molto più estesa e articolata di quanto si fosse finora immaginato.
Le novità arrivano dalla campagna di scavo delle ultime settimane, condotta grazie alla collaborazione tra il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, l’Università di Catania, la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) e l’Istituto di Studi sul Mediterraneo (ISMed) del Cnr.

Obiettivo principale degli archeologi era chiarire le fasi costruttive della villa e analizzare le strutture termali recentemente individuate nella parte nord del complesso. Le indagini, guidate scientificamente da Daniele Malfitana, Antonino Mazzaglia, Stefania Pafumi e Maria Serena Rizzo, hanno confermato le ipotesi iniziali facendo emergere un quadro evolutivo più ricco e complesso.
«Questa campagna – spiega Alessio Toscano Raffa (CNR-ISPC), coordinatore delle attività di scavo – ha prodotto risultati entusiasmanti, soprattutto nella ricostruzione topografica e volumetrica della villa. Abbiamo individuato un nuovo impianto termale a monte dell’area già nota, con ambienti in cui si conserva in modo straordinario l’intero sistema di riscaldamento. Saranno necessarie nuove indagini per comprenderne nel dettaglio struttura e funzione».
Per l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, il caso di Realmonte dimostra quanto sia importante coniugare tutela e promozione: «Ricerca e valorizzazione sono le nostre priorità. È unendo queste due dimensioni –ha detto in una nota stampa l’Assessore Scarpinato– che possiamo offrire nuove opportunità di visita e approfondire la conoscenza della nostra storia».
Il direttore del Parco Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, ricorda infine l’impegno costante dedicato alla Villa Romana: «Dopo la riapertura del sito, abbiamo potenziato gestione e fruizione senza rinunciare alla ricerca scientifica. Le nuove scoperte confermano che siamo sulla strada giusta. A breve realizzeremo anche una passerella per evitare ai visitatori l’attraversamento della statale 115 e consentire loro un accesso diretto alle nuove aree di scavo».
