L’impianto di videosorveglianza nel territorio comunale di Favara c’è ma non è attivo. Lo evidenzia un una interrogazione diretta al sindaco Antonio Palumbo e all’assessore al ramo, Lillo Attardo, la Commissione consiliare speciale di studio in materia di sicurezza.
La Commissione, composta da Miriam Indelicato, presidente, Marianna Zambito, Gaspare Castronovo Antonio Cipolla e Salvatore Fanara, ricorda che con verbale n° 68 dell’ottobre 2023, il Consiglio comunale ha approvato il Regolamento per l’installazione e l’utilizzo del Sistema di Videosorveglianza Comunale, sancendo l’importanza di tale strumento per la sicurezza urbana e la tutela ambientale.
“In occasione della seduta del 30 ottobre 2025 del Consiglio comunale – si legge nell’interrogazione – l’Amministrazione comunale, in risposta all’interpellanza sui dati della raccolta differenziata, ha pubblicamente dichiarato che l’impianto di videosorveglianza sarebbe entrato in funzione entro e non oltre il 3 novembre 2025. A tutt’oggi – continua l’interrogazione che è datata 17 novembre 2025 – la Commissione e la cittadinanza constatano che il sistema non è attivo né operativo”.
Ed ecco, quindi, che arriva l’interrogazione a firma dell’intera Commissione Sicurezza. “La mancata attivazione lascia la città priva di un elemento essenziale per la sicurezza e la prevenzione del crimine – denuncia la Commissione – l’assenza di tale strumento impedisce l’applicazione di sanzioni efficaci contro coloro che deturpano il territorio, creando discariche abusive e disattendendo le norme sulla raccolta differenziata, con gravi conseguenze sull’igiene pubblica e sul decoro”.
Per la Commissione “il mancato rispetto della data del 3 novembre 2025, dichiarata in sede istituzionale, mina la credibilità delle comunicazioni dell’Amministrazione”.
Ed ecco i quesiti dell’interrogazione: “per quale ragione non si è provveduto ad attivare il Sistema di Videosorveglianza Comunale entro il termine del 3 novembre 2025; quali sono gli ostacoli di natura tecnica e/o amministrativa che impediscono l’attivazione immediata del servizio a distanza di due anni dall’approvazione del relativo Regolamento; quale nuova data certa e non più differibile l’Amministrazione intende impegnarsi a rispettare per la messa in funzione dell’impianto; perché l’Amministrazione non sta dando prosecuzione agli atti già approvati dal Consiglio Comunale, lasciando l’Ente in una situazione di inadempienza che danneggia la sicurezza e l’igiene pubblica”.
