giovedì, Dicembre 11, 2025
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Sicurezza stradale: a Favara la voce del dolore e della prevenzione

La sicurezza stradale non è solo una questione di norme o statistiche: a ricordarlo, al Teatro Comunale di Favara, sono state soprattutto le voci spezzate dei genitori che hanno perso i propri figli in incidenti stradali.

Nel corso del convegno “La sicurezza è la nostra strada”, organizzato in occasione della “Giornata in ricordo delle vittime della strada”, studenti, docenti e rappresentanti delle istituzioni si sono confrontati su una tragedia che continua a segnare profondamente il territorio. Una mattinata intensa, in cui i consigli degli esperti si sono intrecciati con testimonianze di dolore autentico, capaci di scuotere una platea numerosa e silenziosa.

L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Favara, dalla Consulta Giovanile, dall’ACI e dall’AIVFS-APS. Ad aprire i lavori sono stati il sindaco Antonio Palumbo, la presidente del Consiglio comunale Miriam Mignemi, gli assessori Carmen Lo Presti e Laura Mossuto, insieme al vice prefetto aggiunto di Agrigento, Giuseppe Lo Cascio, i quali hanno ribadito l’importanza della prevenzione e della responsabilità individuale alla guida. Uno dei momenti centrali del convegno è stato l’intervento di Giuseppina Danile, direttrice dell’ACI di Agrigento, che ha illustrato i dati della sinistrosità stradale: nel 2025, in Italia, si sono registrati ben tremila incidenti. Nel suo intervento ha sottolineato le principali cause degli incidenti più gravi: guida senza casco, abuso di alcool e stupefacenti, distrazioni dovute all’uso del cellulare e l’impiego improprio delle biciclette elettriche da parte di minori sotto i 14 anni.

Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Sonia Zicari, della Polizia Stradale, vice Questore, che ha ricordato i numerosi rilievi effettuati su incidenti mortali, portando in sala il peso di scenari che segnano per sempre chi vi interviene. Importante anche il contributo del comandante della Tenenza di Favara, il luogotenente Paolino Scibetta, che ha concluso il suo intervento con un monito rivolto ai giovani: “Prima di mettervi alla guida spegnete il telefonino e accendete il cervello.” Ha partecipato anche il vice comandante della Polizia Locale Salvo D’Amico, ribadendo l’importanza del rispetto delle regole. Forte e diretto anche l’intervento dell’arciprete don Nino Gulli, che ha richiamato i genitori al proprio ruolo educativo: troppo spesso, ha sottolineato, sono gli adulti stessi a dare il cattivo esempio guidando con il cellulare in mano, senza casco o senza cintura.

Il momento emotivamente più coinvolgente è stato quello delle testimonianze delle famiglie delle vittime: le mamme di Salvatore Barba, Salvatore Vetro e i compagni di scuola di Samuele Pio Messina, tre giovani favaresi recentemente scomparsi in tragici incidenti, hanno condiviso il proprio dolore, trasformandolo in un appello alla responsabilità. A portare la propria testimonianza anche Carmelina Nobile, mamma di Giuseppe Di Stefano, morto in un incidente nell’agosto del 2017, oggi responsabile territoriale dell’AIVFS di Agrigento e membro del Consiglio Direttivo Nazionale dell’associazione.

A seguire, il parroco don Salvo Casà ha ricordato quanto sia difficile trovare parole di conforto di fronte a simili tragedie, ma quanto sia fondamentale continuare a parlare ai giovani affinché sviluppino una coscienza matura e responsabile. La mattinata si è conclusa con il saluto di Angelo Varisano, presidente della Consulta Giovanile, un videomessaggio del professor Francesco Pira, mentre la moderazione degli interventi è stata curata dalla professoressa Randazzo.

Al termine del convegno, l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada A.P.S. ha diffuso un documento con un appello forte e articolato:
a) – La strage stradale richiama la responsabilità di chi guida e di chi gestisce il territorio. b) – La mobilità sostenibile deve diventare stile di vita. c) – Rendiamo le città più sicure e vivibili. d) – Favoriamo l’uso del trasporto pubblico e diffondiamo le Zone 30. e) – Combattiamo le distrazioni alla guida. f) – Serve un’informazione costante: non basta la scuola. g) – La RAI istituisca una rubrica fissa dedicata alla sicurezza stradale. h) – Il Governo renda obbligatorio per gli enti territoriali un Piano della Mobilità per le Utenze Vulnerabili.
Un messaggio finale che racchiude il senso dell’intera giornata: fermare le stragi stradali è possibile, ma solo attraverso l’impegno comune di cittadini, famiglie e istituzioni.

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