giovedì, Dicembre 11, 2025
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Sono tornati e non sono cicogne

di Stanislao Salvaggio

Da qualche anno anche in Sicilia e nell’agrigentino è sempre più frequente osservare gruppi più o meno numerosi di questi uccelli che, a prima vista, molti scambiano per cicogne.

Si tratta dei cosiddetti aironi guardabuoi(Bubulcus ibis) così denominati per la loro abitudine di stare al seguito di mandrie e greggi, spesso appollaiati sul dorso di bovini e pecore che li tollerano volentieri perché si nutrono dei loro parassiti.

La loro presenza però non è strettamente legata agli allevamenti ma copre ambienti abbastanza vari. A differenza degli altri affini aironi (Garzetta, Airone bianco maggiore, Airone cenerino) che sono strettamente legati ad ambienti acquatici – l’Airone guardabuoi può spaziare dagli ambienti umidi e costieri agli incolti e perfino ai terreni agricoli.  Variegata è anche la loro dieta che risulta costituita da piccoli pesci, roditori, rettili, anfibi e insetti. Il suo opportunismo alimentare lo spinge a volte a seguire i lavori di aratura per profittare degli animali che emergono dalle zolle sollevate e rovesciate dagli aratri.

Probabilmente questa varietà alimentare e questa adattabilità ambientale sono alla base della notevole espansione dell’areale di questa specie, avvenuta soprattutto nell’ultimo secolo. Si pensi che fino agli anni trenta del secolo scorso non era presente sul territorio americano che, invece, oggi risulta del tutto coperto. In Italia fino agli anni ’80 non era conosciuto e attualmente la sua presenza risulta sempre più estesa, comportandosi quale migratore a corto raggio e, talvolta, nidificante. Nell’agrigentino è presente da ottobre/novembre fino ad aprile/maggio e non sarebbe strano se nel prossimo futuro potesse iniziare a comportarsi come stanziale e nidificante.

In primavera il piumaggio, da totalmente bianco, si macchia di piume color arancio sul capo, sul petto e sul dorso. Come nella maggior parte dei volatili, infatti, il piumaggio subisce diverse mute e, in particolare, durante la stagione riproduttiva e dei corteggiamenti si colora sempre più vivacemente e più intensamente, trasformandosi nella cosiddetta livrea riproduttiva.

Personalmente, nei dintorni di Agrigento, li ho osservati in diversi ambiti ma una cosa mi ha incuriosito, senza riuscire tuttavia neppure ad ipotizzare una spiegazione plausibile: spesso stazionano nei pressi delle rotonde stradali in gruppetti di poco più di quattro/cinque individui e con comportamento abbastanza confidente. Chissà perché?

E dopo tutto ‘sto papello, godetevi le foto! Spero vi piacciano.

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