C’è anche Favara tra i 18 Comuni agrigentini ai quali il presidente della Regione Renato Schifani, in qualità assessore ad interim alle Autonomie locali, ha chiesto la restituzione di una trance del finanziamento “per inadempimenti dell’obbligo di adottare misure di «Democrazia partecipata» in relazione ai trasferimenti dell’anno 2024.
La legge regionale siciliana, infatti, impone a tutti i Comuni di spendere almeno il 2% dei fondi che ricevono ogni anno dalla Regione, chiedendo a persone e associazioni di proporre progetti e poi scegliere quali finanziare. Appunto “Democrazia partecipata”. Se non lo fanno, si applica una sanzione, ovvero sono obbligati a restituire le somme che, successivamente, andranno sotto forma di bonus tra i Comuni «virtuosi», quelli cioè che nello stesso periodo di tempo hanno speso in toto i fondi della “Democrazia partecipata”.
Il Comune di Favara, cosi come altri 17 in provincia di Agrigento, dovrà restituire il benefit, sotto forma di riduzione della quarta rata della trimestralità 2025. Questi i Comuni “sanzionati” con i relativi importi: Favara (1.291,21 euro); Agrigento (1.277,78 euro); Aragona (2.647,18 euro); Caltabellotta (23.237,02 euro); Casteltermini (10.103,21 euro); Castrofilippo (111,44 euro); Cianciana (79,67 euro); Comitini (317,95 euro); Lampedusa e Linosa (3.143,94 euro); Lucca Sicula (8.900,16 euro); Menfi (2.556,47 euro); Montallegro (11.294,51 euro); Palma di Montechiaro (112,43 euro); Racalmuto (12.474,30 euro); Realmonte (15.576,48 euro); San Giovanni Gemini (1.016,44 euro); Santa Margherita Belice (6.559,16 euro); Villafranca Sicula (4.889,70 euro).
Se un Comune non utilizza le somme è obbligato a restituirle nell’esercizio finanziario successivo. Per non essere sanzionati i Comuni dovevano completare il processo di “democrazia partecipata”, aver pubblicato un avviso pubblico, successivamente aver scelto insieme a cittadini e associazioni gli interventi da finanziare, infine aver impegnato o speso la somma a disposizione . I progetti devono riguardare arredo urbano, spazi verdi, attività culturali, servizi sociali, iniziative giovanili e altre aree di interesse collettivo.
