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«Rispetto», il tema della Giornata nazionale di preghiera per le vittime di abusi

Ad Agrigento due appuntamenti per riflettere e costruire relazioni autentiche. Non basta condannare gli abusi: occorre fermarsi, ascoltare, guarire e ricostruire legami autentici.

È da questa consapevolezza che nasce la 5ª Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, in programma lunedì 18 novembre. L’evento è promosso dal Servizio nazionale per la tutela dei minori della CEI.

Il tema scelto per quest’anno, «Rispetto. Generare relazioni autentiche», invita le comunità cristiane a farsi carico del dolore di chi ha subito violenza, ma anche a impegnarsi concretamente nella costruzione di contesti sicuri e relazioni fondate sulla fiducia e sulla verità. La Giornata, istituita per promuovere la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, vuole essere non solo un momento di preghiera ma anche un’occasione di sensibilizzazione verso una realtà ancora troppo dolorosa e, purtroppo, tutt’altro che superata.

Anche l’Arcidiocesi di Agrigento aderisce all’iniziativa nazionale e, accanto alla celebrazione del 18 novembre, propone un secondo appuntamento di riflessione e confronto: venerdì 22 novembre, alle ore 17.30, nella chiesa di Santa Croce a Villaseta. L’incontro sarà guidato dall’arcivescovo mons. Alessandro Damiano, insieme alla filosofa e psicologa Rossana Carmagnani e a don Vittorio Rocca, docente di Teologia Morale, che offrirà una riflessione sul ruolo della comunità cristiana nel custodire la dignità delle persone e nel rinnovare i propri legami alla luce del Vangelo. «L’appuntamento del 22 novembre – spiega Antonio Ferro, componente del Servizio tutela minori dell’Arcidiocesi di Agrigento – vuole essere un laboratorio di dialogo e di ascolto, non una semplice conferenza. L’obiettivo è imparare insieme a generare relazioni che non temano la verità e che sappiano diventare spazio di guarigione. Il rispetto –  sottolinea Ferro – non è un concetto astratto, ma un atteggiamento che si costruisce giorno dopo giorno nelle famiglie, nelle parrocchie, nei luoghi di educazione e di servizio. Per questo motivo vogliamo che il 18 e il 22 novembre non siano due date isolate, ma tappe di un unico cammino di Chiesa, che continua nel tempo e si rinnova nel quotidiano».

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