E’ tornata a guardare il mare da cui venne ripescata 70 anni fa – Reshef di Sciacca. La statuetta di bronzo raffigurante una divinità mediterranea, pescata per caso a largo di capo San Marco, è stata collocata nel nuovo allestimento del Museo del mare di Sciacca.
La statuetta, alta 36 centimetri e realizzata in bronzo è di fabbrica siro-palestinese e raffigura una divinità cananea che gli studiosi hanno identificato solo inizialmente in Melqart, nume tutelare della città fenicia di Tiro e successivamente in Reshef, divinità mediterranea fondamentale nel periodo hyksos dell’Antico Egitto. Il ritorno a Sciacca dell’opera si inserisce nel contesto di un vasto intervento di manutenzione straordinaria e riallestimento del Museo del Mare ospitato nel Complesso Fazello di proprietà comunale con cui il Parco archeologico ha stipulato una convenzione lo scorso anno.
Una collaborazione tra enti che restituirà alla collettività saccense e ai visitatori della provincia di Agrigento un luogo che racconta la storia millenaria di un mare che è stato crocevia di popoli tra anfore, cannoni e reperti ripescati dalle profondità marine. L’inaugurazione del nuovo spazio museale e dell’esposizione del Melqart-Reshef si è tenuta stamattina alla presenza tra gli altri dell’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato e del direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi Roberto Sciarratta.
