Nave Dattilo, unità della Guardia Costiera Italiana, è arrivata poco fa a Porto Empedocle con a bordo i cadaveri di sette migranti morti nel naufragio tra il 16 e il 17 ottobre scorsi nel Canale di Sicilia.
Le ricerche hanno coinvolto inizialmente un mercantile in transito ed una motovedetta della Guardia costiera italiana, che hanno tratto in salvo 11 persone. Successivamente sono state recuperate le salme di sette persone (un uomo, cinque donne e un minore) da un natante capovolto in acque maltesi. Le operazioni di ricerca, informa la Guardia costiera, sono state eseguite anche da assetti aerei maltesi, dell’Agenzia europea Frontex e della Guardia di finanza. Diciassette migranti, originari di Ciad, Guinea e Sudan, sono stati sbarcati durante la notte a Lampedusa.
Terminate le operazioni da parte dei sanitari dell’Usmaf, Uffici di Sanità Marittima, Area e di Frontiera, del Ministero della Salute che si occupano di sanità pubblica e assistenza sanitaria in punti di frontiera come porti, e della Polizia scientifica, i corpi dei sette migranti, come disposto dalla Prefettura di Agrigento, saranno portati nei cimiteri di alcuni comuni della provincia che hanno dato disponibilità per la sepoltura.

