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Favara: false notizie che diventano virali. Quando i social creano pericolosi allarmi sociali

È dalla mattina del primo ottobre che tutti i giornali locali e nazionali sono pronti per pubblicare una notizia attesa da tutti, ma soprattutto “vera”: il ritrovamento della signora Marianna Bello.

Purtroppo dopo oltre 3 giorni di ricerca non si hanno ancora esiti positivi, nonostante le forze umane e mezzi meccanici messi in campo dallo Stato. Oggi siamo costretti invece a sottolineare come la diffusione di notizie false su FB, canali Whatsapp diventano virali e fanno un tam tam che supera i confini territoriali di una città colpita dal dramma e raggiunge a macchia d’ olio città anche distanti.

Non è così che funziona l’ utilizzo corretto della comunicazione “fai da te”, quella che supera le testate giornalistiche ufficiali che prendono le notizie dalle “fonti sicure”, che mette in circolo informazioni fasulle, che creano allarmi sociali, illusioni. Che distolgono gli operatori in campo per la ricerca, che fanno ammassare gente che invoca il miracolo  e che poi terribilmente si disillude per la falsità messa in giro. In questo momento la gente deve stare in preghiera, in silenzio, affidare allo Stato il compito delle ricerche e ai giornali il compito dell’ informazione.

Anche il sindaco Palumbo è dovuto intervenire sui social per smentire le “falsi voci” che nel giro di pochi minuti hanno travolto tutti. Così non si aiuta la ricerca. Non crediamo ad una notizia falsa messa in circolo per puro sciacallaggio. La circostanza non giustificherebbe una simile “pazzia” che ha messo in tilt una Favara intera e momenti di malessere per i familiari.

Le forze dell’ ordine hanno avviato le indagini per risalire su chi ha messo in circolo la “falsa notizia”. Il tutto sembra sia partito da una telefonata e da un successivo video che vedeva correre le pattuglie delle forze dell’ordine proprio per verificare quella telefonata e il conseguente rimbalzo della notizia.

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