Con profonda emozione e riconoscenza, Don Calogero Lo Bello, in una piazza della Pace affollata di fedeli, amici ed autorità, ha salutato la comunità parrocchiale della Beata Maria Vergine dell’Itria, e con essatutta la città di Favara, concludendo un intenso cammino pastorale durato nove fecondi anni. Un periodo ricco di esperienze umane e spirituali, che il parroco definisce con tre parole: arduo, appassionante e formativo.
Nel suo discorso di congedo, davanti ai propri genitori in prima fila, arrivati dalla vicina Naro, Don Calogero ha ripercorso i momenti salienti della sua missione a Favara: dalle sfide del ministero quotidiano, ai giorni difficili della pandemia, vissuti con creatività e presenza spirituale attraverso le dirette della Settimana Santa 2020, che unirono la comunità anche a distanza.
Anni segnati da iniziative pastorali, liturgiche, culturali e caritative, animate dal desiderio condiviso di camminare insieme nella fede. Importante anche l’impegno materiale per la cura della “casa di Dio”: lavori di manutenzione, restauri e miglioramenti strutturali che hanno coinvolto entrambe le chiese della parrocchia. Opere rese possibili anche grazie alla generosità di imprese locali, che il prete ha ringraziato pubblicamente. Un luogo simbolo del suo ministero è stata la chiesetta della Grazia Lontana, definita dal sacerdote “rifugio, sorgente di luce e forza”. Ogni pellegrinaggio lì, ogni maggio trascorso con i fedeli, ha rappresentato un legame profondo con la città e la sua spiritualità popolare.
Don Calogero ha anche sottolineato il suo legame con Favara, sentendosi parte integrante della comunità cittadina, “un favarese tra i favaresi”, cercando sempre il dialogo con tutte le realtà sociali e politiche, senza distinzioni di colore o appartenenza. Nel suo saluto, ha voluto ringraziare chiunque abbia camminato con lui: collaboratori, famiglie, associazioni e in modo particolare Lilla Sorce, la cui dedizione silenziosa è stata per lui una presenza indispensabile.
Ha poi chiesto perdono per eventuali errori o fragilità, assicurando che ogni scelta è sempre stata animata dal desiderio di servire il bene comune, con amore e sincerità. A conclusione, le sue parole sono state di gratitudine, di speranza e di preghiera reciproca, con la promessa che, anche lontano, continuerà a portare nel cuore la comunità che lo ha accolto e sostenuto. Prima del sentito discorso di commiato, subito dopo la conclusione della santa, numerosi sono stati gli interventi di ringraziamento e di stima da parte delle autorità civili e dei rappresentanti del mondo culturale.
A esprimere pubblicamente la propria gratitudine per l’impegno pastorale di Don Calogero Lo Bello sono stati, tra gli altri, il sindaco di Favara, Antonio Palumbo, e l’ex sindaca Anna Alba, il cui intervento è stato particolarmente toccante e carico di emozione. Entrambi hanno sottolineato il ruolo fondamentale svolto dal parroco nel tessere legami autentici con tutte le componenti della società, nel promuovere valori di solidarietà, accoglienza e impegno civico.
Il mondo della scuola favarese ha espresso gratitudine con la preside dell’I.C. “A. Camilleri” Rosetta Morreale che ha portato il saluto di tutte le dirigenti scolastiche. Accorato anche l’intervento di Lina Urso Gucciardino, presidente del Centro Culturale “Renato Guttuso”, di cui padre Calogero è guida spirituale, che ha ricordato la preziosa collaborazione del sacerdote in numerose iniziative culturali e spirituali che hanno arricchito la vita cittadina. Parole di riconoscenza sono giunte anche dai suoi più stretti collaboratori (Angela Castronovo, Annalisa Fucá, Salvatore Sutera) testimoni della dedizione quotidiana di Don Calogero e della sua instancabile opera a servizio della comunità.
In tanti, nel corso di questi nove anni, hanno trovato in lui una guida, un punto di riferimento, un amico. Le sue omelie, le celebrazioni mariane, gli incontri con i giovani, i momenti di preghiera comunitaria e di ascolto, hanno lasciato un’impronta profonda nel cuore del popolo di Dio. Ieri, in una piazzetta della Pace colma di volti grati e commossi, la comunità favarese ha voluto restituire a Don Calogero quell’affetto che lui stesso ha seminato con passione e umiltà. Con un grande “grazie”, accompagnato da preghiere e auguri, lo ha salutato mentre si prepara a iniziare un nuovo servizio pastorale come arciprete nella città di Sciacca.

