Un’alleanza educativa per il benessere dei giovani. È quanto emerso dall’incontro di lavoro che di è svolto, nei locali del Consultorio Familiare Centrodonna “George Sand” presieduto dall’architetto Luigi Sferrazza.
Un incontro operativo sul tema: “Educare all’affettività e alla sessualità in adolescenza”, che ha riunito scuole, servizi sanitari e istituzioni locali per avviare la programmazione degli interventi di educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole di Favara per l’anno scolastico 2025-2026.
All’incontro hanno partecipato le dirigenti scolastiche e le referenti di tutti gli istituti della città – I.I.S. “Ambrosini – Martin Luther King”, I.I.S. “Fermi”, gli Istituti Comprensivi “Brancati”, “Camilleri”, “Falcone-Borsellino” e il C.P.I.A. – insieme agli operatori del Consultorio pubblico di Favara, alla Dott.ssa Olga Milano (dirigente dell’U.O.C. Consultori dell’ASP di Agrigento) e alla Dott.ssa Antonella Crapanzano (dirigente dei Servizi Sociali e della Pubblica Istruzione del Comune di Favara). La riuniono ha rappresentato un momento di riflessione condivisa e rilancio operativo per un lavoro educativo che, da oltre trent’anni, il Centrodonna “George Sand” porta avanti nelle scuole del territorio, promuovendo conoscenze e competenze fondamentali per la crescita consapevole di ragazze e ragazzi.
“Parlare di affettività e sessualità oggi significa fornire ai giovani strumenti concreti per conoscere sé stessi, prevenire comportamenti a rischio e favorire relazioni sane e rispettose”, hanno spiegato gli operatori del consultorio. I percorsi formativi, aggiornati nel tempo in risposta ai cambiamenti culturali e sociali, mirano a superare i tabù ancora presenti, ma anche a contrastare l’eccessiva banalizzazione e spettacolarizzazione del sesso, amplificata dai media e dai social network.

Al centro degli interventi anche le nuove tematiche emergenti: identità sessuale, identità di genere, fluidità, ma anche prevenzione dell’abuso di alcol e della ludopatia, fenomeni sempre più diffusi tra gli adolescenti. Un tema ricorrente, emerso con forza nel confronto, è stata la necessità di superare la frammentarietà e la durata limitata degli interventi, spesso relegati a poche ore.
Da parte delle scuole è arrivata la richiesta di estendere le attività anche alle classi terminali della scuola primaria, e di prevedere moduli formativi specifici per docenti e famiglie, con l’obiettivo di costruire un linguaggio educativo comune. Altro nodo centrale è stato il potenziamento della collaborazione tra scuola e consultorio, per una pianificazione condivisa che tenga conto delle specificità di ogni istituto. In questa direzione, è stato concordato di avviare percorsi personalizzati per ciascuna scuola, con tempi e modalità differenziate in base al contesto e ai bisogni della popolazione scolastica.
L’incontro si è chiuso con un impegno condiviso: rafforzare la rete territoriale per promuovere un’educazione alla salute e al benessere sempre più integrata, capace di accompagnare le nuove generazioni nella costruzione della propria identità e nella gestione delle relazioni, con consapevolezza e rispetto.
