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No alla guerra!

di Stanislao Salvaggio

Durante le mie scarpinate fotonaturalistiche un paio di anni fa, in contrada Drasi vicino Punta Bianca, mi sono imbattuto in questo rudere sul quale qualcuno ha voluto scrivere queste frasi contro la guerra e le armi, come se ne vedono tante sui muri delle case in città. Vederla in aperta campagna mi ha incuriosito e, lì per lì, ho puntato l’obiettivo e scattato  questa foto che, come tante altre è andata ad occupare il suo piccolo spazio in quella sorta di buco nero che sta diventando l’hard disk del mio PC.

Alla luce della complicata situazione internazionale l’ho ripescata e la propongo con una riflessione.

Essere contro la guerra, in fondo, significa essere contrario alla cosiddetta legge del più forte perché le guerre non le vince chi ha ragione ma chi è più forte perché ha armamenti migliori, soldati più addestrati e numerosi, generali più capaci, capacita economiche più elevate. Senza considerare che spesso le guerre non le vince nessuno, a parte quelli che fabbricano le armi e ciò che ci ruota attorno, oltre a quelli che poi si tuffano nel lucroso affare della cosiddetta ricostruzione. Per di più oggi sta saltando il diritto internazionale e gli organismi internazionali come l’ONU e la Corte Penale Internazionale hanno perso potere ed autorevolezza.

È come se, in seguito ad un incidente stradale, anziché stabilire chi ha torto e chi ha ragione sulla base delle norme del Codice della Strada si decidesse di fare a cazzotti e dire alle eventuali Forze dell’Ordine intervenute di farsi gli  affari propri. Nell’attuale mattanza perpetrata nei confronti della popolazione di Gaza, gli israeliani stanno aggiungendo un’ulteriore crudeltà: tornando alla metafora stradale, ha chiuso in auto i parenti del rivale, compresi vecchi donne e bambini, e li sta facendo morire di fame.

No alla guerra! No alla legge del più forte!

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