Francesco Totti il mitico capitano della Rona, noto anche per le sue gaffe grammaticali una volte disse: “Ho caduto”, un amico lo corresse dicendo “Sono Caduto”. Disarmante ma chiara la sua risposta: “Ho caduto o sono caduto, sempre a terra sono finito”.
L’aneddoto per dire che, o per una manutenzione, o per una rottura, o per un guasto, a causa dei turni di distribuzione che vengono annullati e sospesi sempre alla “bonza” ci dobbiamo rivolgere per avere l’acqua a casa.
Anche oggi i turni previsti da AICA a Favara sono saltati. Per cui niente acqua nei quartieri dove era programmata la distribuzione, la cui ultima erogazione risale a martedì 26 agosto. Da qui il richiamo all’aneddoto su Totti e la necessità di chiamare l’autobotte, qualsiasi sia la causa della mancata erogazione. In una nota inviata ai Comuni di Favara, Canicattì, Casteltermini, Aragona, Campobello di Licata e Ravanusa, oltre che alla Prefettura, alla Cabina di regia per l’emergenza idrica e all’ATI, si annuncia la sospensione della fornitura idrica nei suddetti Comuni per interventi di manutenzione dell’acquedotto del Fanaco-Madonie ovest.
I turni di distribuzione idrica nella città di Favara, uno dei tanti Comuni serviti, usando un eufemismo, da AICA, l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, che gestisce il servizio idrico, nella routinarietà della programmazione non scendono mai sotto gli 8/9 giorni. Appena c’è un minimo inghippo di qualsiasi natura si va oltre i 10 giorni. Praticamente c’è un rapporto di 1/1, ovvero un turno di distribuzione e l’acquisto di una autobotte. La “bonza d’acqua” è obbligatoria se non si vuole rimanere a secco per due e tre giorni, in attesa del prossimo turno che non arriva mai.
Non ha dato giovamento a Favara il tanto contestato dissalatore di Porto Empedocle. Certo è previsto l’arrivo dell’acqua dissalata a Favara, ma si credeva che aumentando la dotazione ad Agrigento e Porto Empedocle da questa fonte, si potevano dirottare alcuni litri/secondo dal Fanaco o dal Voltano agli altri Comuni che hanno, per loro sfortuna, l’unico approvvigionamento da quell’acquedotto.

In particolare per Favara nessuna azione, tra quelle promesse, è stata attuata: più litri dalle dal Voltano, più litri dalla riduzione della fornitura del Carcere, attivazione di nuovi pozzi locali e rimessa in funzione di quelli già esistenti. Ricordo che il responsabile della Protezione civile regionale ing. Cocina, ebbea dire che la colpa era dei sindaci che non si attivavano, a quanto pare ne la sua Protezione Civile ne la Cabine di regia dell’Emergenza idrica hanno dato attuazione a quando detto e stabilito. Neanche l’arrivo del nuovo CdA di AICA ha smosso qualcosa.
Per cui parafrasando le parole del mitico “pupone” ed adattandole alla nostra situazione possiamo affermare senza ombra di dubbio: “O guasto, o manutenzione o rottura di…… sempre la bonza mi devo chiamare”.
