Dieci giorni di intensa partecipazione, tra fede, tradizione e spettacolo, si sono conclusi con la celebrazione all’aperto della Santa Messa in piazza Cavour, nel cuore pulsante della devozione cittadina a San Giuseppe.
Un momento culminante che ha saputo fondere la dimensione spirituale con quella popolare, richiamando fedeli e visitatori da ogni angolo della città. L’omelia dell’arciprete don Nino Gulli, breve ma profondamente incisiva, ha toccato corde profonde. Di fronte a una piazza gremita e silenziosa, il sacerdote ha invitato la comunità favarese a recuperare la capacità di ascoltare. “Ascoltare prima di parlare, mettersi dopo e non cercare sempre il primo posto”, ha detto con tono fermo ma paterno, richiamandosi proprio all’esempio di San Giuseppe, patriarca silenzioso e umile, ma guida salda e fedele nel progetto divino.
Un invito non solo personale, ma comunitario, in un tempo che sembra premiare chi alza la voce e corre per arrivare davanti agli altri. La processione con il simulacro del Santo ha attraversato le vie principali, preceduta da due bande musicali e accompagnata dal clero cittadino, dalle autorità civili e militari, tra cui il sindaco Antonio Palumbo con l’assessore Angelo Airò Farulla ( motore instancabile e determinante per tutte le esigenze burocratiche/amministrative che una menifestazione consì grande comporta), il comandante della Tenenza dei Carabinieri Paolino Scibetta, e naturalmente dal Comitato San Giuseppe, presieduto da Roberto Cipolla, e altre tre bande musicali.
Il corteo, composto da un fiume di fedeli, ha testimoniato il profondo radicamento della figura del Patriarca nel cuore del popolo. Il rientro del simulacro in piazza Cavour, accolto dagli applausi e dalla commozione dei presenti, è stato sottolineato dallo spettacolo dei fuochi d’artificio che sono ritornati in piazza Cavour dopo decenni. Uno spettacolo unico, diverso dai soliti fuochi d’artificio, sincronizzato con una colonna sorona che lo ha resto più suggestivo e che ha incantato le migliaia di persone convenute in piazza che hanno salutato con un’ovazione la magnificenza dei fuochi. Registrazione che potete vedere sulla pagina facebook di SiciliaTarget
Una festa che guarda al futuro con molte prospettive. Il Comitato ha rilanciato in bello stile la festa di San Giuseppe con rinnovato slancio, recuperando non solo il senso religioso dell’evento, ma anche le antiche tradizioni che lo accompagnano da generazioni. Piazza Cavour, sede della Chiesa del Rosario, meglio conosciuta come “San Giuseppe”, si è confermata il fulcro della vita comunitaria, un luogo di incontro e di raccoglimento che ha saputo unire sacro e popolare. A concludere le celebrazioni, sarà il grande concerto del lunedì, spettacolo che avrà ospite Marcella Bella, che questa sera chiuderà ufficialmente la manifestazione, portando musica e festa, ma anche il segno di una comunità viva, che non dimentica le proprie radici e continua a camminare, con umiltà e ascolto, sulla strada indicata dal suo Santo protettore.
San Giuseppe, uomo del silenzio e della fede operosa, continua a ispirare il popolo che a lui si affida. Ecco l’omelia di don Nino Gulli.
