domenica, Dicembre 7, 2025
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Favara in festa per San Giuseppe. Solenne processione in serata e giochi d’artificio in Piazza Cavour

È il giorno della Festa per antonomasia per i favaresi. Attesa tutto l’ anno, collocata fuori il naturale calendario religioso del 19 marzo per permettere la partecipazione di migliaia di emigrati che facevano il ritorno a Favara proprio per la “Festa”.

Oggi Favara, nonostante le mode contemporanee tentano di allontanare le tradizioni dai territori, festeggia il suo Patriarca. San Giuseppe non è il patrono ufficiale di Favara, ma la sua festa è considerata la più sentita. Da una settimana il simulacro del Santo con la statua piccola ha attraversato tutti i quartieri della città a testimonianza che non si tratta di una festa parrocchiale o di quartiere ma di un evento religioso che coinvolge l’ intero territorio, dal centro urbano alle campagne.
Anzi va oltre i confini territoriali, “invadendo” la zona balneare di Agrigento e quel Lido Cannatello con il suo cuore pulsante favarese. Anche in riva al mare il Santo falegname ha avuto il suo tributo di fede e folclore con la preparazione della classifica minestra di legumi e verdure e fatta da tanti tipi di pasta. E’ questa la principale tradizione che ancora regge l’urto delle modernità. Ai favaresi puoi levare tutto ma non un piatto di minestra di San Giuseppe calda. Che basta sempre per tutti, a prescindere dal numero dei fedeli presenti. Così come ancora rimane viva la raccolta del grano con cavalli bardati.  Un rito folcloristico radicato nella storia locale nonostante la minore produzione di grano nelle campagne.
La Chiesa del Rosario (Foto Lorenzo Conti)

Ma oggi è la giornata della festa religiosa, con le celebrazioni nella Chiesa del Rosario dall’alba al tramonto, con i “viaggi” e “prummisi” all’altare da chi ha invocato un aiuto al Santo durante l’anno. E stasera la solenne processione per le vie del centro storico, con l’ accompagnamento delle bande musicali. Il simulacro sarà portato in processione dai membri del comitato  San Giuseppe, associazione che ha voluto con forza rilanciare la festa negli ultimi anni dopo un lungo periodo di ingiustificato “fermo religioso”. Una festa che adesso è nuovamente “scoppiata” tra la gente e la città con la collaborazione del Comune e della Chiesa locale. È emblematica la presenza costante in tutte le processioni serali settimanali sia dell’ arci­pre­te don Nino Gulli che del sindaco Antonio Palumbo  e dell’assessore Angelo Airò Farulla. 

Tra luminarie, bancarelle, carretti sicialiani, Piazza Cavour sarà luogo d’incontro per migliaia di favaresi anche se non ci saranno appuntamenti di spettacolo per richiamo. Solo messe e processione, che si preannunciano abbastanza partecipate. In serata, al rientro del Santo nella chiesa dallo stile barocco e dal tetto a cassettoni ligneo, grande spettacolo pirotecnico finalmente riportato in piazza Cavour come ai vecchi tempi, dove un tale Picone, tra i fuochisti più bravi della Sicilia, affascinava grandi e bambini con le ruote colorate di fiamme, petardi in cielo e maschiata finale. Quella che faceva tremare la Piazza, con il volo degli uccelli dai ficus ed i “pianti” dei bambini. Ma anche questo faceva parte della festa.

 

 

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