lunedì, Gennaio 19, 2026
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Morti in mare e tumulati nei cimiteri agrigentini. La commozione dei Sindaci all’ arrivo dei feretri

La vita è strana ed imprevedibile. Ti fa nascere in un angolo del mondo, ti fa scappare per guerre e carestie su mezzi insicuri, ti capovolge tra le onde, ti seppellisce in cimiteri lontani. Scene e situazioni che oggi diventano cronaca ma che abbiamo visto come un cliché nel passato. Quante volte sulla banchina di Porto Empedocle abbiamo contato bare disposte allineate appena sbarcate dal traghetto proveniente da Lampedusa? Quante volte abbiamo visto Sindaci e volontari di associazioni con le lacrime agli occhi aprire i propri cimiteri per assicurare un loculo ad un uomo, ad una donna, ad un ragazzo, ad un neonato? Quante piccole bare bianche “murate” dentro i loculi con bambini che avevano una vita davanti e che invece pagano a caro prezzo un fenomeno sociale che trova ancora impreparata  la Politica internazionale ad una soluzione del dramma?

Si continua a morire nel “cimitero Mediterraneo” e ci vuole anche “fortuna” a morire. Puoi andare in pasto ai pesci ed invece, se Guardia Costiera e Forze dell’ ordine, con grandissima difficoltà, ti portano cadavere sul molo Favarolo di Lampedusa hai assicurato una sepoltura. Questa mattina è toccata questa sorte ad alcune delle ultime vittime dell’ ultima strage nel mare delle Pelagie. A Canicattì la scena più straziante per l’arrivo della salma di una bimba di 11 mesi e del papà. Ma anche a Palma di Montechiaro cimitero aperto per la sepoltura di tre adulti, Grotte per due adulti, Castrofilippo ed Joppolo Giancaxio per altri due.

I feretri sono arrivati questa mattina a bordo del traghetto Las Palmas e destinati nei diversi Comuni dal piano predisposto dalla Prefettura di Agrigento.

Le tumulazioni saranno fatte da lunedì. Anche se a Canicattì al momento sono state sospese perché la mamma della bimba di 11 mesi, che ha perso anche il marito, da Lampedusa ha chiesto di voler piangere i corpi dei due familiari in un cimitero vicino alla sua prossima destinazione. Storie drammatiche di “persone” spesso trattati nell’ emergenza continua come “numeri”.

Tanta commozione a Canicattì all’arrivo delle due bare. “Al momento li sistemiamo nella camera mortuaria -ha detto un commosso Vincenzo Corbo, sindaco della cittadina- in attesa di conoscere altre disposizioni in base alla richiesta della mamma. Canicattì ha sempre aperto i cancelli del Camposanto a questi fratelli sfortunati”.

Anche a Palma di Montechiaro momenti di commozione all’ arrivo di tre salme, accolte dal sindaco Stefano Castellino con la fascia tricolore, in segno di un “abbraccio” dell’ intera comunità. “Oggi, ancora una volta, il Cimitero Comunale di Palma di Montechiaro -dichiara Castellino-  ha aperto le sue porte per accogliere tre ulteriori salme di vittime dell’ultimo tragico naufragio avvenuto al largo di Lampedusa. Questa città, che ha saputo rispondere con dignità e umanità a decine di queste tragedie in passato, non farà mancare la propria accoglienza. Anche domani saremo presenti, al fianco di S.E. il Prefetto di Agrigento, per garantire un degno ultimo saluto a chi ha perso la vita nel mare. Non si tratta solo di un rito civile, ma di un gesto di umanità che parla al cuore dell’Italia e dell’Europa: non possiamo restare in silenzio, né delegare solo agli organismi internazionali o alle ONG il compito di custodire la memoria delle vite spezzate. Non possiamo consentire alle organizzazioni criminali di continuare con questa vergognosa tratta di essere umani. Il Mediterraneo deve tornare ad essere mare di Vita non di morte: basta vite spezzate che urlano dolore”

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