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La triste storia di Gessica e di un mistero che dura da 7 anni

Il 12 agosto 2018  spariva a Favara una giovane mamma di 4 figli. Le indagini e le ricerche ancora non consegnano un colpevole e un corpo. Gli anni passano e la città rischia di dimenticare una giovane madre, vittima del disagio sociale

È la sera del 12 agosto 2018. Presumibilmente sono trascorse le ore 20.00 ed il centro storico di Favara è vuoto. La gente è di ritorno dal mare o è nelle campagne ed i negozi chiusi perché domenica. Sull’asse via Leopardi, stretta traversa nel rione popolare della Giarritella, e fonte Canale sparisce nel nulla Gessica Lattuca, mamma di 4 bambini.

Sono trascorsi 7 anni e la vicenda è ancora avvolta in un mistero. Che fine ha fatto questa povera mamma? Chi l’ha fatto sparire e perché? Si è allontanata da sola? Nessuno ha visto niente? Tanti gli  interrogativi che non hanno trovato mai una risposta. Al massimo qualche ipotesi. Ma quasi tutte senza riscontri. E Favara ricorda ancora questa ragazza dagli occhi chiari e dal destino segnato? O ormai la vicenda di Gessica è stata archiviata e derubricata come “persona scomparsa” e quindi “persona dimenticata”?

Favara in quei giorni che seguirono la misteriosa scomparsa fu catapultata in tutte le TV nazionali e pesantemente etichettata come paese “omertoso”, dove nessuno ha visto e nessuno ha saputo nulla. Paese che invece rimase sconvolto e segnato dalla “vicenda Gessica” e  che non accettò le accuse dei Mass media sulle colpe di un silenzio assordante.

Le ricerche nel centro storico

Favara pagò ed ancora paga certe innegabili radici di cultura mafiosa radicate nei sottoboschi organizzati, dove la regola numero uno è negare sempre e non dire mai nulla. Ma in questa vicenda, se un cittadino avrà visto qualcuno o qualcosa quella sera, è vero duro tenersi dentro la pancia qualche segreto, non aiutando gli investigatori a trovare la “chiave” giusta delle indagini per permettere ad una mamma di riabbracciare i propri figli o, nel caso di un epilogo molto probabile funesto, i quattro figli portare un fiore sulla lapide della propria mamma. Dopo sette anni il dato certo è che Gessica non si trova, né viva, né morta. Setti lunghi anni vissuti nel dolore della sua famiglia, tra sospetti e dolori, discolpe e smentite.

Tanti i colpi di scena, i falsi allarmi, le piste battute, i nulla di fatto. Dal primo sospetto sul suo compagno, che poi si rivelò privo di elementi e subito archiviato da forze dell’ ordine e magistratura ai sospetti sul fratello, per via delle tracce ematiche di Gessica trovate nella casa di via Leopardi.

Enzo, il fratello di Gessica, morto per overdose nel 2024

Suo fratello Enzo si dichiarò sempre estraneo alla vicenda e morì di overdose 5 anni dopo da quel maledetto 12 agosto 2018. Una famiglia segnata dal lutto della scomparsa di Giuseppina Caramanno, (nella foto) la battagliera mamma di Gessica che si prese cura subito dei quattro bambini nella sua abitazione nelle case popolari di Via Ambrosini e che morì, a soli 62 anni, nel 2024 di cancro e di dolore senza mai avere giustizia fatta su sia figlia.


Anni di falsi allarmi, di ossa ritrovate ma poi rivelatesi di animali, di un sospetto occultamento del cadavere in un loculo al Cimitero, poi smentito con un’operazione di stumulazione. Anni con scritte sui muri che accusarono falsamente persone, di possibili giri di prostituzione con facoltosi clienti locali, di pozzi, caverne e cortili con case cadute perquisite. Ma tutto questo ha accentuato il più fitto mistero. Resta il fatto che quella ragazza di 27 anni, con un passato difficile alle spalle, segnato da fragilità personali, relazioni complesse e un contesto familiare e sociale tutt’altro che semplice, non si trova più.

A distanza di anni, il caso di Gessica Lattuca resta privo di certezze. La sua famiglia, i suoi figli, continuano a chiedere verità e giustizia, mantenendo viva la speranza che un giorno si possa fare chiarezza su quanto accaduto. In Italia ci sono numeri che fanno accapponare la pelle: ogni giorno spariscono 80 persone, alcune per scelta propria, tante per mano di altri.

Più passano gli anni più si allontanano le speranze di rivedere Gessica. La famiglia alimenta sterili speranze: prova ne sia che nei manifesti funebri del fratello Enzo c’era il nome della ragazza tra i familiari che davano il triste annuncio. La comunità non può dimenticare quanto accaduto e deve fare sentire la vicinanza, anche concretamente, ai 4 figli. Perché oltre ad una mamma, non può scomparire anche la solidarietà di una città.

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