Due icone della Sicilia ed ambasciatori nel Mondo di cultura ed impegno civile ritratti in due grandi murales a Finale di Pollina.

Nella terra che fu feudo nel ‘700 dei Ventimiglia, il Comune di Pollina ha voluto rendere omaggio a due agrigentini illustri dedicando nella frazione di Finale, confine sulla riviera tirrenica tra le province di Palermo e Messina, due grandi murales. E così la licatese Rosa Balistreri, la voce che ha dato fiato in versi alla sofferenza popolare e l’ empedoclino Andrea Camilleri, che festeggia quest’anno i 100 anni dalla nascita si godono quel Tirreno che unisce la Trinacria al resto del Paese. Le opere d’arte sono state realizzate dal maestro Igor Scalisi Palminteri, palermitano, che ama definirsi “artista di quartiere, pittore di strada”.
Il murales destinato a Rosa Balistreri, la cui vita è stata tormentata da passione civile, povertà e drammi familiari, è stato denominato “CIATU DI LU ME CORI”. “Rosa Balistreri è la voce potentissima della Sicilia. È donna – dice l’ artista – ribelle e poetica. È la voce che ha raccontato l’anima nuda del nostro popolo, che ha gridato contro l’ingiustizia con la dolcezza ruvida della tradizione popolare. È una voce che ritorna. È una ferita che canta. È Rosa, la cantastorie dell’anima, che ancora ci chiama all’essenziale: al popolo, alla terra, alla dignità. Una voce che non si piega, una voce che si alza per chi non può”.
Sul murales di Camilleri, invece, troviamo la scritta: “Non bisogna mai avere paura dell’altro, perché tu rispetto all’altro sei l’altro”. L’ artista ha voluto dedicare al grande scrittore un pensiero profondo. “Un uomo che per me è, prima di tutto, un esempio di libertà di pensiero e di amore per la parola, una parola che non è mai semplice suono, ma strumento di liberazione, di resistenza, di costruzione di comunità. Ho voluto rappresentarlo attraverso il suo volto, segnato dal tempo, con quello sguardo vivo e quella mano che sembra invitarci a non smettere mai di pensare. Sopra, indicata proprio dal suo dito, la frase molto attuale in questo periodo di conflitti e che ci ricorda “che l’altro non è un nemico, ma è un fratello, una sorella con cui condividere il pianeta, le nazioni le città in cui viviamo”.
