Il figlio dell’ideatore del Pool Antimafia di Palermo ha piantumato un ulivo in ricordo di chi ha perso la vita da innocente nelle stragi che hanno insanguinato la Sicilia
Ad Aragona ieri sera è stato piantumato un ulivo, in ricordo e memoria delle vittime innocenti di mafia. A collocare in vaso la pianta è stato Giovanni Chinnici, figlio del Giudice Rocco, ucciso dalla mafia il 29 luglio del 1983 con la strage di via Pipitone Federico. Un’autobomba fu fatta esplodere davanti lo stabile dove abitava il Giudice originario di Misilmeri: oltre a Chinnici morirono il portiere dello stabile, Stefano Li Sacchi, e i due carabinieri della scorta, Salvatore Bartolotta, di Castrofilippo, e Mario Trapassi. Nel corso dei festeggiamenti organizzati per la Madonna della Mercede, è stato presentato il libro “Trecento Giorni di Sole. La vita di mio padre Rocco, un giudice scomodo” .
Giovanni Chinnici, che all’epoca dell’attentato aveva 19 anni, ha raccontato alla vasta platea la vita del proprio padre, impegnato nella lotta a Cosa Nostra e “padre” del Pool Antimafia di Palermo.
Presenti all’incontro il sindaco di Aragona e presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino, il vice prefetto aggiunto Antonino Volpe, il comandante della compagnia carabinieri di Canicattì, cap. Davide Di Campli ed il vicario generale della diocesi di Agrigento, Giuseppe Cumbo.
Chinnici ha dialogato con Angelo Chillura, Enzo Sardo e Luigi Mula, mentre Enza Cucchiara che ha letto alcuni alcuni brani del libro.
