mercoledì, Febbraio 11, 2026
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Malamovida, i Carabinieri arrestano nove giovani, indagati per rissa aggravata e porto illegale di armi

Un’operazione all’alba di oggi ha portato all’arresto di nove giovani, ritenuti responsabili di una violenta rissa scoppiata nella notte tra il 13 e il 14 luglio sull’arenile di Porto Palo di Menfi, in provincia di Agrigento. L’episodio era culminato con il ferimento grave di un ragazzo di origini egiziane, accoltellato durante la colluttazione.

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Sciacca, con il supporto delle unità cinofile del Nucleo di Palermo. L’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Sciacca, su richiesta della Procura della Repubblica. Sono 9 i giovani indagati, di età compresa tra i 18 e i 21 anni, otto dei quali residenti a Santa Margherita Belice e 1 a Montevago. Le indagini, avviate immediatamente dopo i fatti, hanno permesso di ricostruire la dinamica della rissa e identificare i partecipanti.

La rissa sembra sia nata per uno sguardo di troppo in uno dei locali estivi della rinomata località balneare. All’improvviso un gruppo di circa 30 giovani, accerchia il ragazzo egiziano e, una parte di loro, prima lo insulta con espressioni a sfondo razziale e poi comincia a picchiarlo. Il ragazzo tenta di difendersi, ma purtroppo ha la peggio, viene pestato, accoltellato in più parti del corpo e infine ferito con schegge di vetro di una bottiglia. Tramortito rimane esanime sulla spiaggia. Trasportato dapprima presso l’ospedale di Sciacca, viene poi trasferito presso il nosocomio di Agrigento e, dopo una settimana di ricovero, dimesso con una ventina di giorni di prognosi.

Le indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Sciacca e da quelli delle Stazioni di Menfi e Santa Margherita Belice, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Sciacca, hanno permesso di risalire ai presunti autori, attraverso l’ascolto delle testimonianze delle persone presenti e il riconoscimento fotografico da parte dei presenti e della vittima. Perquisite anche le abitazioni di tutti gli arrestati, all’esito delle quali sono stati rinvenuti tirapugni, un bastone sfollagente, un coltello a serramanico e una pistola giocattolo priva di tappo rosso. Le indagini proseguono per identificare eventuali altri complici.

L’episodio si inserisce nel più ampio contesto della cosiddetta “malamovida”, fenomeno che desta crescente preoccupazione nelle località balneari siciliane, dove il divertimento notturno sfocia troppo spesso in episodi di violenza. Circa due mesi fa, a Santa Margherita di Belice, un giovane tunisino, ospite di una delle tante comunità di accoglienza del Belice, era stato aggredito e picchiato selvaggiamente da un gruppo di giovani. I militari ora stanno indagando per capire se gli autori dei due episodi possano essere gli stessi.

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