lunedì, Gennaio 19, 2026
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CGIL Agrigento: “Senza la volontà politica e amministrativa dei Sindaci, AICA non si salva”

La CGIL –  Camera del Lavoro – di Agrigento con il suo segretario generale Alfonso Buscemi interviene in ordine alla nomina del Consiglio di Amministrazione dell’AICA.

“Teniamo a precisare che non si nutre alcun pregiudizio verso le persone individuate per assumere tale ruolo di responsabilità – scrive Buscemi – tuttavia, riteniamo doveroso richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su alcuni nodi strutturali che, se non affrontati con chiarezza e determinazione, renderanno vano ogni tentativo di risanamento e rilancio della società consortile”.

Il segretario generale della CGIL di Agrigento Alfonso Buscemi

La CGIL è chiara ed evidenzia che senza la volontà politica e amministrativa dei Sindaci, AICA non si salva. “E non si potrà mai migliorare la qualità del servizio idrico se gli stessi Comuni non provvedono al pagamento regolare delle bollette, come fanno ogni mese con sacrificio migliaia di cittadini onesti”. Non pagare le quote dovute, per la CGIL, mina alla radice la sostenibilità economica della gestione pubblica del servizio e rappresenta un evidente paradosso: “come si può pretendere efficienza se i primi a non rispettare le regole sono proprio gli enti soci”?

Sono diversi i Comuni che, pur ricevendo l’acqua, non pagano. Situazione più volte denunciata anche dal sindaco di Favara Antonio Palumbo. “A questo si aggiunge l’inerzia inaccettabile della Regione Siciliana – continua Buscemi – che da oltre sessant’anni non ha messo in campo un piano strutturato e organico per affrontare la crisi idrica cronica che attanaglia il nostro territorio”. In ragione di ciò la CGIL agrigentina definisce “una beffa” l’invito ai Sindaci fatto dalla Protezione civile, a cercare nuovi pozzi. “Servono investimenti, non appelli generici e privi di efficacia – si legga ancora nella nota del sindacato – il cuore del problema resta l’obsolescenza della rete idrica, che perde oltre il 50% dell’acqua immessa e che necessita di interventi radicali e strutturati, non solo ad Agrigento città, ma in tutta la provincia”.

La CGIL, infine, rivolge un appello ai Sindaci: “Oltre a rispettare gli obblighi contrattuali come tutti i cittadini, si facciano carico di promuovere una vera e propria vertenza nei confronti del Governo Regionale, per ottenere il finanziamento completo della rete idrica in tutta la provincia”.

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