Favara inizia ad organizzarsi per la Carovana della Pace organizzata dalle Acli Nazionali che fa tappa al Castello Chiaramonte il 4 settembre alle ore 11.00. Dal Sud al Nord per gridare il forte “No” ad ogni guerra che insanguina il mondo, da Gaza in Ucraina ed in tanti altri Paesi.

Martedì 29 luglio il sindaco di Favara Antonio Palumbo ha indetto, a Palazzo di Città, una riunione alle ore 19.00 invitando le associazioni e le Istituzioni presenti nel territorio per iniziare a programmare l’adesione della comunità per l’importante manifestazione del 4 settembre. Sarà presente il Presidente delle Acli di Agrigento Stefano Urso. Già sono tante le adesioni da parte di associazioni, comunità parrocchiali, scuole per una manifestazione che si prevede a Favara ben partecipata in solidarietà di Gaza City, città da qualche giorno gemellata con Favara.
Un accorato invito alla comunità di Favara e non solo parte dal presidente del Centro Studi “Calogero Marrone” Rosario Manganella. “Alla Carovana della Pace che toccherà tutta l’Italia noi ci saremo. Ma non basta. Dobbiamo essere in migliaia, cittadine e cittadini, giovani ed anziani, perché questa brutta guerra – dice Manganella– tocca tutti noi.Non si può restare indifferente alle immagini dei bombardamenti in Ucraina del massacro e del nuovo genocidio che sta avvenendo a Gaza con bambini, donne e anziani massacrati mentre sono in fila per un pezzo di pane”.
E oggi anche la Diocesi di Agrigento si mobilita per rompere il silenzio. L’ Arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, in un messaggio inviato alla Chiesa agrigentina invita ad intensificare la preghiera per la pace durante tutte le sante messe. Damiano chiede a fedeli e sacerdoti di aderire all’iniziativa “Disertiamo il silenzio” proposta dal movimento cattolico Pax Christi per rompere il silenzio sul dramma di Gaza. Stasera alle 22.00 in contemporanea suoneranno in tutta la Diocesi le campane delle chiese “per esprimere -scrive nel messaggio l’Arcivescovo- solidarietà e vicinanza al grido di chi soffre a causa della guerra”.
