L’impianto di dissalazione realizzato all’interno della centrale Enel “Vigata” è stato al centro dell’attenzione questa mattina da parte del Governo nazionale, quello regionale, tecnici e burocrati, deputati e politici, ambientalisti e comitati cittadini, quest’ultimi sicuramente e fortemente contrai.

In Via Gioeni, all’ingresso della centrale che ospita il dissalatore della discordia, sono per primi arrivati il Presidente della Regione Renato Schifani, con lui l’assessore all’energia Francesco Colajanni ed il capo della Protezione civile Cocina. Il presidente si è detto soddisfatto dei lavori eseguiti che porteranno tra qualche giorno ad immetere in rete i crca 100 litri al secondo di acqua dissalata. “Una risposta concreta alle popolazioni più colpite dalla crisi idrica. Quando i tre impianti saranno pienamente operativi, insieme ad altre fonti attivate in questi mesi, sarà possibile alleviare le difficoltà nelle province di Agrigento, Trapani e Caltanissetta, tra le più colpite dalla siccità”.
Il presidente Schifani ed il suo seguito non hanno aspettato l’altro arrivo programmato, quello del sottosegretario di Stato Alessandro Morelli e del Commissario straordinario all’emergenza idrica Nicola dell’Acqua, che arrivano a Porto Empedocle per verificare lo stato dell’arte dell’impianto di dissalazione che entrerà in funzione a breve. Presenti, invece, ed in buon numero con striscioni e cartelli i “contrari” al dissalatore: il Comitato spontaneo Mare Nostrum, Legambiente, Mareamico, WWF Sicilia area mediterranea, Alleanza Verdi – Sinistra, il parlamentare del M5S ed ex sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina.
E’ stato quindi spiegato, ai numerosi giornalisti presenti lo state dell’arte. L’impianto di Porto Empedocle è praticamente pronto, sono stati completati il riempimento delle condotte di adduzione dell’acqua di mare e quelle di scarico della salamoia. Effettuati i test elettrici, idraulici e quelli di dissalazione con l’osmosi inversa. Acqua dissalata che dovrebbe entrare in rete nei primi giorni di agosto. La struttura è stata realizzata dalla Società Acciona, leader del settore del trattamento delle acque, e sarà gestita da Sicilacque. E’ stato sfruttato un finanziamento di 100 milioni di euro di risorse pubbliche, di cui 90 milioni a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027.
