Il “fiore della morte” fortunatamente non fa vittime poiché non c’era gente seduta. Ma la cosa grave è che il pericolo era stato segnalato pochi giorni fa, ma nessuno è intervenuto in tempo
Appena pochi giorni fa era stato segnalato il pericolo, con tanto di foto eloquente pubblicata sul gruppo FB “Agrigento Punto e a capo”, di una probabile caduta di una fioritura di agave americana in piazza Marconi ad Agrigento, meglio conosciuta come la centralissima Piazza Stazione.

Nessuno è intervenuto e ieri sera la pianta si è spezzata crollando su una panchina. Per fortuna non c’era gente seduta e quindi nessun danno alle persone. Ma appena una settimana fa la Piazza era stata al centro di tante iniziative legate ai festeggiamenti di San Calogero, con migliaia di persone ad assistere a concerti e processione. Forse il passaggio del Santo e l’affidamento nelle sue mani della Città ha fatto il miracolo. Non vogliamo immaginare l’ eventuale conseguenza su persone sedute in cerca di un refrigerio serale in una domenica di calura.
Ma è possibile che nessuno ha notato questo pericolo, anche grazie all’ importante denuncia social, in un’ era dove amministratori e funzionari sono incollati agli smartphone in cerca di like? La pianta non si trova in un angolo nascosto a Montaperto o a San Michele, periferie delle periferie di Agrigento. Si trova in una grande area urbana dove si incrocia la vita cittadina, dove c’è il clou della mobilità urbana, dove a pochi metri campeggia una grande scritta che ricorda l’ Anno santo Agrigentino, ovvero “Capitale Italiana della cultura”.

Per ironia della sorte la fioritura dell’ agave si chiama “fiore della morte” e può raggiungere anche i 9 metri di altezza. E la denominazione sta nel fatto che la pianta di agave, dopo aver fiorito, nel giro di qualche mese muore. Spesso i pericoli scampati, anche per la cattiva amministrazione della cosa pubblica, vengono licenziati con la classifica frase “tutto è bene quel che finisce bene”. Lo abbiamo sentito ripetere negli ultimi mesi dopo il crollo dell’ Università in via Atenea e della frana di via Acrone. Sono questi solo due recenti esempi, per restare nella zona adiacente dell’ agave caduta. L’ episodio di ieri sera dimostra che gli uffici preposti hanno l’ obbligo di “monitorare” la città ed i suoi arredi e le sue strutture. Oggi è caduta una pianta, domani potrebbe essere il turno di un palo dell’ illuminazione o di una caditoia stradale. Occorre quindi, con urgenza, da Palazzo dei Giganti una mappatura dell’ Agrigento “a rischio”.
