Nel giorno, tanto atteso e sospirato dai villeggianti, dell’ erogazione del turno idrico la via Papillon, traversa di Cannatello Alta, diventa un fiume in piena e dove, il vicino Fiume Naro che sfocia a valle sul lido, in confronto sembra un piccolo torrente a secco.
Ad Agrigento manca l’ acqua, ma l’ acqua c’è e si versa copiosamente sull’asfalto. A segnalare la rottura di un tubo, dai primi di giugno, alcuni residenti, ma nessun intervento è stato fatto dai gestori del servizio della distribuzione idrica. “È un vero e proprio fiume in piena- ci dice Cinzia, una signora che abita nella zona alta del lido agrigentino- ed è un vero peccato assistere a tanta acqua che si perde per strada”.
Il paradosso è che a fine turno, quando i fontanieri arrestano la distruzione, nelle cisterne di acqua ne è arrivata ben poca. E gli abitanti, in attesa della prossima erogazione, fanno spesso ricorso alle autobotti private che in questo periodo non sono facili da trovare disponibili per un rifornimento. Se a Cannatello l’ acqua si perde per strada nella via Aldo Moro della vicina Favara l’acqua che arriva è poca e non riesce a soddisfare i fabbisogni dei residenti tra un turno ed un altro. “Fa rabbia ricevere dal proprio amministratore condominiale – ci dice un residente – un messaggio che ci comunica di aver spento il motore dell’ autoclave a rischio rottura per mancanza di acqua. Fa rabbia perché come contribuenti paghiamo regolarmente un tributo per un servizio che ci lascia con i rubinetti a secco”.
