Nell’ anno di Agrigento Capitale della Cultura va in archivio una delle edizioni più deludenti della festa dedicata al Santo Nero, il più venerato dagli agrigentini.
Nonostante l’impegno encomiabile dei volontari del Comitato San Calogero, l’ottimo servizio d’ordine pubblico e di assistenza medica, la presenza sotto il sole cocente dei portatori senior, la freschezza dei portatori junior di Fontanelle che rappresentano un futuro per la storica festa, il travolgente Lello Analfino che ha riempito almeno una sera piazza Marconi, il ritmo dei “Tammurra” coordinati da Biagio Licata, per il resto sono più le ombre che le luci sull’edizione 2025.
Santuario chiuso per restauro, messe celebrate all’ Immacolata, uscita del Santo con tanti divieti e distanze imposte, strade semivuote durante la settimana e stasera, per il gran finale pirotecnico tanto atteso dagli Agrigentini più fumo che…botti.
Abbiamo assistito allo spettacolo di fuochi d’artificio, molto modesto per essere il finale dell’ “OTTAVA”, da piazzale Ugo La Malfa, tra l’imbarazzo di centinaia di cittadini con il naso all’ insu’ e smartphone acceso per le riprese, delusi dallo spettacolo in due tempi, con un lungo “vuoto” imbarazzante che è servito agli organizzatori, molto probabilmente, per aspettare che la coltre di fumo si allontanasse.

Chi è rimasto al Viale, come autorità e prelati e tanti fedeli al seguito di San Calò hanno visto alzare dall’Esseneto, più che i giochi colorati, solo enormi nubi di fumo. Dov’è finito il “castello di fuoco” (così chiamato da chi ha i capelli bianchi) di una volta? Dove sono le luci delle bancarelle nella zona Stadio? Dove sono i rumori del tagada’ e degli autoscontri? Nulla di ciò se non solo ricordi. L’ intera provincia si aspettava, da Agrigento Capitale della Cultura, un salto “mediatico” della festa, sia in termini di qualità e di quantità. Quel quid in più che doveva rilanciare la festa tanto attesa e portare ad Agrigento migliaia di persone in più dalle solite sempre presenti alle processioni.

Un evento musicale, un artista di rilievo, una programmazione con mesi di anticipo. Invece nulla di tutto ciò. L’ ennesima, e ci duole constatare, improvvisazione dove il programma definitivo è stato reso pubblico la vigilia dell’inizio e dove le ordinanze scritte e pubblicate, https://www.siciliatarget.it/2025/07/13/festa-san-calogero-di-agrigento-i-fuochi-pirotecnici-spostati-allo-stadio-esseneto/ sono state rimodulate con tanti dietro front organizzati. Ultima, in ordine di tempo, la revoca del sito precedentemente concordato.
La domenica precedente era stato imposto agli abitanti del Viale della Vittoria, davanti la Villa Bonfiglio, di stare chiusi in casa, tenere gli infissi e le tapparelle ben chiuse per evitare eventuali danni causati dal botti. Ieri sera, con la scelta non tanto felice dell’Esseneto, zona affossata della città, per colpa di quel nuvolone hanno dovuto in tanti chiudere ogni spiraglio d’infisso per evitare di dormire tutta la notte con l’acre odore della polvere da sparo.
