Turni insopportabili per la distribuzione idrica nella città di Favara, uno dei tanti Comuni serviti, usando un eufemismo, da AICA, l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, che gestisce il servizio idrico.
Nella routinarietà della programmazione della distribuzione dell’acqua a Favara, non si riesce a scendere sotto i dieci giorni, nonostante le promesse di una maggiore dotazione, nella cruda realtà, in alcune zone della città si va anche oltre i 12 giorni, a causa di problemi vari e disservizi che mai mancano.
Praticamente si ha un rapporto di 1/1, ovvero un turno di distribuzione (le capienti cisterne dei cittadini favaresi non vanno oltre ad una autonomia di 8-9 giorni) e l’acquisto di una autobotte. La “bonza d’acqua” è obbligatoria se non si vuole rimanere a secco per due e tre giorni, in attesa del prossimo turno che non arriva mai.
A questi disservizi contribuisce anche l’assenza dei vertici AICA? Non possiamo ne affermarlo ne smentirlo, fatto sta che i disservizi ci sono e l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, ad oltre un mese dall’azzeramento del precedente Consiglio di amministrazione non riesce a nominare il nuovo CdA, con la situazione che resta in una fase di stallo. Alla scadenza del termine per la presentazione delle domande alla manifestazione di interesse, sono state presentate ben 18 candidature, ma i sindaci non sono ancora riusciti a trovare un accordo condiviso per la nomina delle tre figure professionali che dovranno comporre il nuovo Cda.
I pretendenti ad un posto nel Cda sono: Giovanni Borsellino, Walter Caldarella, Girolamo Caruso, Maurizio Cimino, Felice Cuffaro, Angelo Cutaia, Francesco Danile, Domenico Gueli, Giovanni La Bianca, Giovanni La Terra, Francesco Lazzaro, Angelo Marino, Domenico Messina, Giovanni Montana, Danila Nobile, Ignazio Puccio, Francesco Puma, Rosalia Scibetta,
