Lello Analfino, accompagnato dai Tinturia, ha infiammato ieri sera Agrigento facendo ballare, sulle note della tipica “Zingarella” e con il tam tam dei “Tammurinara di San Calogero” una Piazza Stazione straripante. E la città è pronta oggi alla “rituale” esplosione di fede, devozione e tradizione attorno al suo Santo Nero.

San Calò non è il protettore di una città che di protezione ne ha bisogno tanta in questo periodo, ma è sicuramente il Santo più venerato, dal centro dell’antica Girgenti alle periferie e frazioni. A mezzogiorno, tra divieti e restrizioni nel “nome della sicurezza”, la città è pronta, “nel nome della fede” e nonostante la calura prevista, a portare in spalla il Santo nei vicoli del centro storico partendo come da tradizione dal Santuario. La novità invece è il luogo di celebrazione delle Sante Messe. Per i lavori in corso nella Chiesa di San Calogero tutte le celebrazioni saranno svolte nella Chiesa dell’ Immacolata in via Pirandello. Poi di sera, quando la temperatura scenderà e la città indosserà gli abiti più eleganti, San Calò sarà portato in processione con le Autorità al seguito. Ad Agrigento puoi levare tutto, compreso l’acqua dai rubinetti per settimane o strade e ponti chiusi per frane, e difficilmente la gente scende in strada. Ma agli agrigentini non puoi levare le due domeniche di luglio, dove la città si allontana dal mare preferendo un “bagno di folla” che un tuffo in acqua.

Sarà una domenica, secondo il Comune e gli organizzatori, all’insegna della sicurezza. Per tale motivo da Palazzo di Giganti sono state emesse diverse ordinanze su circolazione stradale, attività commerciali ed anche novità sui fuochi d’artificio, tanto attesi ogni anno dagli agrigentini e non solo. Quest’anno, i tradizionali fuochi pirotecnici saranno più “vicini” al luogo della festa, perché sparati dalla villa Bonfiglio al viale della Vittoria, anziché dalla villa del Sole, sede di cantiere del tanto discusso asilo comunale o dallo stadio Esseneto come negli anni passati.
E per chi abita al Viale della Vittoria, abitazioni privilegiate per assistere allo spettacolo di polvere da sparo, dal civico 241 all’intersezione con salita Coniglio, sarà vietato affacciarsi dai balconi, dalle ore 23 nei giorni 6 e 13 luglio. Altri divieti interessano tutte le zone della processione e del luoghi dove sono previsti spettacoli. In processione si potrà andare senza alcolici in mano. Il sindaco di Agrigento, Franco Micciché, ha anche firmato un’ordinanza che vieta la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche in bottiglie di vetro o lattine nelle aree dove sarà portato in processione il simulacro del Santo, per evitare disordini. Altri divieti riguardano l’uso di oggetti contundenti, spray urticanti, caschi, oggetti appuntiti o qualsiasi elemento che possa essere usato come arma. Per chi gestisce invece bar e ristoranti e inoltre vietato occupare suolo pubblico con tavoli, sedie o diffusori di musica durante il passaggio delle processioni nel centro storico.
“Nell’anno di Agrigento capitale italiana della cultura – afferma il Sindaco Miccichè -, la festa di San Calogero assume un significato ancora più profondo in quanto simbolo dell’identità culturale, religiosa e sociale della nostra terra e riflesso autentico dello spirito che anima la città di Agrigento”. Ieri in città presente anche il Cardinale Baldo Reina, per il Giubileo degli artisti e per l’inaugurazione di una prestigiosa mostra di opere sacre. Don Baldo ha rivolto un messaggio agli agrigentini: “È la festa che è nel sangue degli agrigentini, quindi bisogna valorizzarla per avere un rinnovato slancio nella vita di fede, San Calogero non è soltanto la processione e i momenti di devozione. Rimanevo sempre colpito dai tanti fedeli che al mattino presto a piedi scalzi facevano il viaggio a San Calogero e, di fronte a queste scene, rimanevo sempre incantato perché mi trasmettevano una grandissima fede. Spero che, anche quest’anno – conclude Reina – si possa rinnovare questa fede che poi si traduce nella carità”.
