lunedì, Gennaio 19, 2026
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Inchiesta “Appalti e mazzette”, il Tribunale del Riesame mette in libertà quattro dei cinque indagati arrestati

L’inchiesta “Appalti e mazzette” subisce un grosso scossone, ma si arricchisce di un nuovo capito.

Come riporta il settimanale “Grandangolo” di Franco Castaldo, il super dirigente Sebastiano Alesci, ritenuto il promotore di un’associazione a delinquere in grado di pilotare le gare pubbliche, viene sottoposto nuovamente ai domiciliari (già in realtà lo era) per una “nuova” ipotesi di concussione  per la realizzazione di un complesso alberghiero di lusso. Per quest’ultima vicenda è indagata anche l’assessore al turismo del comune di Licata, Maria Sitibondo, nei confronti della quale è scattata la misura cautelare dell’obbligo di dimora con prescrizione di non allontanarsi dalla sua abitazione dalle ore 20 alle ore 7.

Per effetto delle decisioni dei giudici del Tribunale del Riesame,  che  hanno annullato diverse ipotesi di reato e dichiarato l’incompetenza territoriale del Gip di Agrigento in favore di quello di Palermo, tornano liberi  gli imprenditori Dino Caramazza e Luigi Sutera Sardo. Entrambi si trovavano ai domiciliari. Nessuna misura cautelare anche per Carmela Moscato e Federica Caramazza, rispettivamente madre e figlia.

Il Riesame, oltre a pronunciarsi sulla competenza territoriale, infatti, ha anche annullato diverse ipotesi di reato nei confronti dei componenti dell’intera famiglia Caramazza e di Luigi Sutera Sardo. In particolare, nei confronti di Carmela Moscato, madre degli imprenditori Caramazza, gli episodi di corruzione e turbata libertà degli incanti relativi al presunto appalto pilotato della strada provinciale 19 Salaparuta-Santa Margherita Belice.

o stesso Riesame ha poi annullato anche – per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza – la ricettazione dei 181 mila euro rinvenuti nell’abitazione della Moscato disponendo la revoca della misura con perdita immediata di efficacia. Agli imprenditori Dino e Federica Caramazza così come a Luigi Sutera Sardo è stata annullata la contestazione della presunta corruzione del super dirigente Sebastiano Alesci al quale avrebbero consegnato 25 mila euro nonché eseguito dei lavori edili presso il casolare e la tenuta di campagna del burocrate.

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