“Noi non accogliamo numeri e rifugiati ma esseri umani che hanno bisogno di affetto, assistenza ed inclusione”
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha indetto nel 1951 la Convenzione relativa allo statuto dei Rifugiati stabilendo successivamente che ogni 20 giugno si celebri la “Giornata Mondiale del Rifugiato”.

Ma a Palma di Montechiaro, nell’incantevole scenario del “Saudace”, a due passi dal Castello Chiaramontano e con il Mediterraneo di fronte, autorità politiche, civili, militari e operatori del settore hanno ribadito la necessità di sostituire, nel lessico comune, il termine “rifugiato”, che emargina ancora di più una scelta di fuggire dalla propria Terra Madre migliaia di persone vittime di guerra, violenza e fame. Più che “rifugiati”, nel corso dei vari interventi, dal Sindaco Stefano Castellino, al presidente della Cooperativa San Marco Angelo Romano, dagli operatori del Terzo Settore ai medici, dalle forze dell’ordine ai volontari, si è parlato di “essere umani che hanno lasciato le proprie case non per altre esperienze, ma per non morire”. Palma di Montechiaro, che ha vissuto e continua a vivere il dramma dell’emigrazione al Nord Italia ma anche nel nord Europa, Germania tra tutte, dimostra ancora una volta di guardare l’area Mediterranea aprendo il cuore e le porte.

Dopo l’inaugurazione, nei giorni scorsi, del murales realizzato dall’artista Marilyn Castellino in collaborazione con i beneficiari dei vari progetti sociali, ieri sera presso la struttura del “Saudace” è stato presentato, tra la commozione di tanti presenti, il cortometraggio “Lo spartito di Palma”, realizzato dai beneficiari dei progetti FAMI, SAI e San Marco 3 in collaborazione con il comune di Palma di Montechiaro, la banda musicale, l’associazione culturale Vitentis Palmae e Foto Event. Tra i protagonisti della pellicola, un bambino palmese, un ragazzo ospite della comunità ed il sindaco Stefano Castellino, per un messaggio ricco di tanti spunti di riflessione.
