domenica, Dicembre 7, 2025
HomePoliticaOspedali: a luglio scadono i contratti dei “medici a gettone”. Ed i...

Ospedali: a luglio scadono i contratti dei “medici a gettone”. Ed i Pronto Soccorso rischiano di andare in tilt

La settimana scorsa l’ennesima inchiesta che ha messo a nudo un sistema di appalti truccati nelle ASP siciliane con l’arresto del “consulente” Schiacchitano, sospeso dal Governo Schifani da ogni incarico. Ieri la manifestazione a Piazza Bologni a Palaermo contro la malasanità e che ha visto in corteo in prima fila l’ex premier Giuseppe Conte.  Ma sulla Sanità, regionale e nazionale,  piove ogni giorno sul bagnato. Da agosto si prospettano i presidi di Pronto Soccorso in tilt per la carenza dei medici. Già i tempi di attesa sono lunghi, ed il Pronto Soccorso del San Giovanni di Dio di Agrigento ne è una conferma. Sai l’orario di protocollo nel triage, sai il colore del codice attribuito al malessere o infortunio ma non sai minimamente l’accesso per la prima visita e relativi esami diagnostici. Per non parlare delle sistemazioni su barella per giorni interi tra corridoi del pronto soccorso ed astenteria.

Le criticità da agosto riguardano quasi tutti gli ospedali italiani, dove si registrano carenze di personale.

«Dal 31 luglio, come previsto dal decreto 17 giugno 2024 – spiega Alessandro Riccardi,    presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu) – scadono e dovranno essere chiusi i contratti dei medici provenienti da cooperative e impiegati in ospedali e Pronto soccorso. La scadenza riguarda i cosiddetti “medici a gettone” e con il loro venir meno la situazione negli ospedali peggiorerà”.

Il Presidente del SIMEU Alessandro RIccardi

Ai “fine contratti” si aggiunge anche il legittimo piano ferie a cui ha diritto il personale medico e paramedico. Per molti medici spesso questo “piano ferie” viene “congelato” per esigenze di corsia e si accumulano giorni su giorni da recuperare.

La norma, precisa in una nota Riccardi, «prevede in realtà delle deroghe, ma solo in casi particolari ed eccezionali ed al netto delle procedure che le aziende sono tenute a mettere in atto per sanare la situazione degli organici». Si prospetta dunque un’estate critica: «Attualmente – afferma il presidente Simeu – il 20-30% dei Pronto soccorso ha medici provenienti da cooperative nei propri organici, ed in alcune strutture i “medici a gettone” arrivano a coprire fino all’80% dei turni. È ovvio che con il termine dei loro contratti la carenza di organico si aggraverà, con un forte impatto sul servizio ospedaliero».

ARTICOLI CORRELATI
- Advertisment -
Vella-Expert

TI POTREBBERO INTERESSARE