Favara ha festeggiato con grande partecipazione e intensa commozione la solennità di Sant’Antonio di Padova, patrono della città. La Chiesa Madre,pur nella sua grandezza e maestosità non è riuscita a contenere la moltitudine di fedeli, famiglie, bambini e devoti, accorsi per prendere parte a uno dei momenti più significativi dell’intera Festa.
In prima fila le autorità cittadine: il sindaco Antonio Palumbo, la presidente del consiglio comunale Miriam Mignemi, il comandante della Tenenza dei Carabinieri Paolino Scibetta e ancora assessori e consiglieri comunale. A colpire, tra i banchi gremiti, un’immagine simbolica quanto toccante: il più giovane e il più anziano “Antonio” di Favara. Un neonato di pochi giorni, Antonio Bellavia, e un nonnino di 96 anni, Antonio Fanara, hanno rappresentato idealmente il ponte tra le generazioni, un passaggio di testimone che racchiude il cuore stesso della devozione favarese — un legame profondo e duraturo, che unisce passato, presente e futuro sotto lo sguardo del Santo.
Dopo anni di pausa, la Festa di Sant’Antonio è tornata quest’anno con nuova forza e spirito rinnovato. A guidarne il ritorno è stata l’Unità Pastorale del Centro Storico, con in testa l’arciprete don Nino Gulli, che ha fortemente voluto restituire alla comunità un appuntamento di grande valore spirituale, identitario e sociale. Con il Clero favarese al completo, a presiedere la solenne celebrazione eucaristica conclusiva è stato don Calogero Lo Bello, parroco della Chiesa dell’Itria.
Nell’omelia, don Calogero ha tracciato il profilo umano e spirituale di Sant’Antonio, invitando i presenti a seguire il suo esempio concreto di carità, impegno e amore per il prossimo. Un appello accorato rivolto alla città: “Cambiate, progredite, operiamoci per il bene comune”, un messaggio chiaro che risuona come guida per il cammino collettivo della comunità favarese. Le preghiere sono state impreziosite dal canto liturgico eseguito dal coro parrocchiale, eccezionalmente diretto dallo stesso arciprete don Nino Gulli, che per l’occasione ha indossato anche le vesti di direttore d’orchestra, donando un tocco speciale all’intera celebrazione.
Al termine della Messa, è stato compiuto l’atto solenne di affidamento della città a Sant’Antonio, un gesto carico di significato che rinnova una tradizione secolare e testimonia la profonda fede del popolo favarese. I festeggiamenti si sono conclusi con la tradizionale processione per le vie del centro storico. A portare a spalla la statua del Santo, uomini e ragazzi che portano il nome Antonio, un gesto di devozione che ha coinvolto l’intera comunità in un’atmosfera di silenziosa emozione, musica sacra e preghiera collettiva.
Favara, ancora una volta, si è ritrovata unita nel segno della fede, della solidarietà e della tradizione. Sant’Antonio, con il suo esempio e la sua protezione, continua ad essere faro e guida per una comunità che non dimentica le sue radici e guarda con speranza al futuro.
