Si allungano ancora i turni di distribuzione idrica a Favara la cui cadenza oramai si attesta sui 10/12 giorni, e solo per poche ore.
Una crisi idrica che sembra colpire, tra le città servite da AICA, solo la città chiaramontana che, per ironia della sorte, gli arabi chiamarono proprio fawwar che sembra voglia dire fonte d’acqua. Turni inumani che in certi quartieri sfiorano i 12 giorni e che costringono i poveri cittadini a fare i classici salti mortali e risparmiare ogni singola goccia d’acqua.
Il motivo ( o la scusa) è sempre quella, ovvero lo scarso approvvigionamento al serbatoio Cartesio, dicono, arriva un quantitativo d’acqua non sufficiente e che non consente di accorciare i turni. Ma perchè a Favara arriva così poca acqua, circa la metà di quella che le spetta?

Il problema è solo di Favara? Abbiamo guardato nel sito ufficiale di AICA, e nel link dove sono comunicati ai cittadini i turni di distribuzione. Porto Empedocle, per esempio, ha una turnazione di 3 giorni in quasi tutte le zone; ugualmente la città di Licata o quella di Sciacca dove in alcune zone l’acqua arriva ogni giorno. Anche la città capoluogo, Agrigento, ha alcune zone H24 ed altre, 2/3 giorni, fino ad andare a scemare nelle zone più periferiche.
Favara invece ha turni settimanali tipo lunedì/lunedì, quando va bene; altre zone hanno uno sfasamento di un giorno martedì/mercoledì ed altre ancora di due giorni ovvero giovedì/sabato. Ma l’inceppamento, chiamiamolo così, è sempre dietro l’angolo, ovvero è una costante. Nella tabella che programma dei turni, infatti, appare molto spesso la terribile parola “RINVIATO”.

Proprio nella sua relazione annuale discussa ieri sera in Consiglio comunale, che si riferisce all’annualità 2024 ma per il settore distribuzione idrica è attuale, il sindaco Antonio Palumbo testualmente scrive: “siamo stati in prima linea per ridurre i disservizi ai cittadini, che pure hanno dovuto subire turni lunghissimi, grazie ad un impegno costante che ci ha visto lavorare con la Protezione civile regionale per la messa in esercizio di uno dei pozzi comunali – che è stato emunto per tutta l’estate -, oltre che l’individuazione di interventi strutturali per migliorare l’apporto idrico a Favara e la segnalazione di altri pozzi che potrebbero essere messi in esercizio nel futuro. Un’attività a cui abbiamo dedicato mesi, con numerosi incontri istituzionali tenutisi a Palermo per sollecitare gli interventi necessari a tutela della collettività”.

Non vogliamo mettere in dubbio l’impegno di Antonio Palumbo, ma di miglioramenti non ne abbiamo visti, i turni non sono mai scesi sotto la settimana, ed i cittadini favaresi subiscono un grande disservizio. Siamo a metà giugno, l’estate è alle porte, anzi è già iniziata, se non si cercano e si attuano interventi radicali la famosa papera del famoso detto, non solo non potrà più galleggiare, ma rischia la fine.
