Una lettera aperta, dai toni fermi ma appassionati, è stata inviata dalla dirigente della neonata squadra femminile empedoclina all’Amministrazione Comunale di Porto Empedocle.
La missiva punta i riflettori su una questione che ormai da settimane agita la comunità sportiva locale: la mancata concessione dello Stadio Comunale “Vincenzo Collura”, chiuso formalmente per ragioni di sicurezza, ma secondo quanto denunciato dalla società granata, tuttora utilizzato da altri operatori sportivi. La richiesta, inviata regolarmente tramite PEC in data 17 aprile 2025, mirava non solo alla ripresa delle attività della Prima Squadra, ma anche a garantire continuità agli allenamenti della squadra femminile, recentemente costituita, e soprattutto a consentire l’organizzazione di un torneo in memoria del Maestro Totò Sanfilippo, allenatore, figura storica e simbolica per il calcio empedoclino, deceduto un anno fa all’età di 87 anni.
A quasi un mese e mezzo di distanza, la società lamenta il totale silenzio da parte dell’Amministrazione: “Non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Più volte abbiamo tentato di contattare il Sindaco, anche con una seconda PEC datata 16 maggio con richiesta di un incontro chiarificatore, ma senza alcuna risposta”, si legge nella lettera. Il tono della dirigente si fa più deciso nel passaggio in cui viene evidenziata quella che appare come una vera e propria discriminazione nei confronti dell’Empedoclina, unica squadra – secondo quanto riportato – a non disporre di una struttura sportiva propria né di accesso allo Stadio Comunale, a differenza di tutte le altre realtà cittadine. “Non comprendiamo il motivo di tale atteggiamento, soprattutto alla luce degli sforzi compiuti dalla nuova Dirigenza per rilanciare una squadra storica che era stata abbandonata al proprio destino. Oggi stiamo cercando di costruire un progetto solido, inclusivo e rispettoso della tradizione granata, anche con l’importante novità della formazione femminile.”
La stagione 2025/26 è ormai alle porte, ma l’incertezza persiste. “Non possiamo programmare senza certezze – si legge ancora – eppure, pur di non arrenderci, ci vedremo costretti a prendere decisioni conseguenti. Ma chiariamo una cosa: non saranno questi ostacoli a scoraggiarci. Al contrario, rafforzano la nostra determinazione.” La vicenda è ora sotto gli occhi della comunità sportiva locale e potrebbe aprire un dibattito sulla gestione delle strutture comunali e sull’equità nell’accesso alle risorse pubbliche per tutte le realtà sportive, in particolare per quelle che – come l’Empedoclina – stanno tentando con coraggio di rinascere e innovare, anche attraverso l’inclusione del calcio femminile.
